
di Candela Garcia Lopez – Tempi di magra per il calcio italiano. Gli scandali del calcioscommesse hanno portato la popolarità di quello che fu lo sport più amato dagli italiani ai minimi storici. I campi da gioco,
fermi ed ormai desolati dopo la fine dei campionati, sono ormai sovrastati dalle quotidiane rivelazioni di assegni a troppi zeri staccati da calciatori e rampanti galoppini, accordi sottobanco e partite truccate.
La passione, quella che ha acceso gli stadi italiani lungo tutto l’avvincente campionato che si è appena concluso, viene ormai quotidianamente presa a pugni dagli scandali che lenti ma inesorabili vengono fuori sulle prime pagine dei quotidiani nazionali.
A chi si chiede dove sia finito lo sport più bello del mondo rispondiamo di andare a cercarlo nel nord della Spagna, nella bella favola del SuperDepor, una squadra lontana dalle scintillanti stelle blaugrana e dalle gloriose maglie bianche di Madrid, che dopo un anno di purgatorio in Segunda Division, domenica scorsa ha raggiunto la sua promozione tra l’entusiasmo dei tifosi, tornando nel calcio spagnolo che conta.
È stato un anno triste per alcuni appassionati di calcio galiziani; ma domenica scorsa finalmente la storia è cambiata. È stato uno dei momenti più importanti della mia città, Coruña: la promozione del Real Club Deportivo de La Coruña nella massima serie del campionato spagnolo.
L’anno scorso i galiziani hanno assistito al declino della squadra, mentre il cuore della nostra città si spegneva lentamente. Ma fu proprio in quel momento che i tifosi dimostrarono il loro attaccamento alla maglia, con l’obiettivo fermo di supportare questa squadra e farla ritornare al posto dove merita rimanere, cioè, la seria A.
Siamo stati un anno nell’inferno della serie B ma i giocatori insieme ai tifosi hanno mostrato il loro attaccamento al mitico Deportivo, che fino a pochi anni giocava al pari livello con le migliori squadre europee. Il SuperDepor vanta nel suo palmares una serie di titoli che nessuno poteva mai immaginare, considerato che si tratta di una squadra senza grandi risorse come invece il Barcelona o il Real Madrid.
Lo scorso 27 maggio, La Coruña ha dimenticato per un attimo la crisi, l’ombra che è tanto presente nei nostri pensieri, e ha pensato solo alla festa. Migliaia di persone si sono concentrate nella piazza di “Cuatro Caminos” dove si aspettava l’arrivo della squadra. Sono stati tre giorni di grande festa. La gente è diventata pazza, contenta ed emozionata per avere finalmente realizzato un sogno.
Durante tutto l’anno abbiamo subito, superato ostacoli e abbiamo anche pianto. Siamo scesi per diventare più forti e renderci conto del nostro vero posto.
Se qualcuno mi chiede perché sono del Deportivo, penso che non potrei mai dare una risposta. Si tratta di un sentimento, e per alcuni, di una ragione di vita che hanno appreso da piccoli.
Non posso dire altro che Forza Depor. Benvenuto in seria A.




