
donna del gruppo, la dottoressa Nora Lini, ha ritrovato quasi mummificato un uomo sulla sessantina. I volontari, supportati sul posto da archeologi di arte Calabro-Egiziana, hanno immediatamente demummificato l’uomo, cha ha riacquisito completamente le sue funzioni vitali.
Sono partite immediatamente le operazioni di identificazione. Dopo i primi momenti di smarrimento, l’uomo ha dichiarato: “sono Io, Totò, noto a tutta la città (secondo quanto da lui dichiarato n.d.r.) per le note avventure sullo Stretto”.
Di Totò si erano perse le tracce; risultava assente da due anni e diverse ipotesi erano state avanzate circa i motivi della sua scomparsa.
In esclusiva, il disperso ha rilasciato la seguente dichiarazione.
“Mi trovavo a Piazza Italia. Ero in piedi, con le mani incrociate dietro la schiena. Insieme ad altri amici osservavo l’esecuzione dei lavori, manifestando il mio dissenso. ‘Nte cantieri i Riggiu, non funziona nenti’. Dopo oltre venti minuti di spiegazioni dettagliate, mi sono ritrovato solo nei sotterranei; voltandomi mi sono accorto di essere rimasto solo con i cancelli chiusi. Da questo momento, i miei ricordi diventano confusi. Da poco sono salito in superficie, e invece di Piazza Italia ho trovato un campo di calcetto. Non capisco più niente”.
Grande meraviglia ha destato il fenomeno nel mondo scientifico internazionale. E’ scaturita l’esigenza di avviare indagini accurate nel sito per studiare le peculiari caratteristiche del microclima che consentono di tenere un uomo in vita, quasi mummificato, per due anni.
Per questa ragione, da sabato la Piazza sarà chiusa al traffico in via sperimentale; saranno acquisiti tutti gli elementi utili per una corretta analisi scientifica del fenomeno. La piazza sarà riaperta dopo la conclusione delle indagini.
Messa a repentaglio la passeggiata in auto intorno alla piazza. Si teme che approfittando della chiusura, la piazza sarà barbaramente invasa da famiglie con bambini, pedoni, bande musicali, tante attività libere all’aperto. Il rischio che la piazza diventi un’agorà è alto.
Molti utenti abituali della piazza e dei luoghi vicini sollecitano la rapida conclusione delle attività sperimentali. “E’ impraticabile parcheggiare a cinquanta metri di distanza e dovere raggiungere a piedi la Piazza”, ha dichiarato indignato un automobilista a bordo della sua autovettura di lusso, con la spia della benzina accesa fissa, costantemente in movimento intorno alle vie che circondano la piazza, con il braccio fuori dal finestrino, intento alla ricerca di nuovi amici da salutare. Ci ha lasciato con la solita promessa: “U cafè è pavatu”.
Sono possibili nuovi sviluppi sulla vicenda del ritrovamento.




