
di Giuseppe Creazzo* – La misura dell’affetto, della stima che porti verso una persona si rivela tutta intera quando questa persona non c’è più. Ci succede spesso, fa parte delle nostre colpe,
da cui troppo spesso ci assolviamo frettolosamente, frettolosamente rimuovendo. Sandro Velardi, sono sicuro, mancherà molto a quanti lo conoscevano. Era una persona buona, competente, generosa, umile, era uno che cercava, riuscendoci, di dare un senso alla propria esistenza. Era anche un funzionario dello Stato, un funzionario dell’amministrazione della Giustizia, apparteneva cioè a una categoria, sempre più negletta, su cui si regge ancora questo nostro Paese. A quella categoria di persone che credono nel lavoro che fanno, e per questo continuano a farlo, con passione, nonostante le difficoltà, lo scarso riconoscimento, l'”oscurità” di questa opera, invece preziosissima. Apparteneva alla categoria maggiormente preziosa per i magistrati, persone che ti affiancano in silenzio, che lavorano nell’ombra, che fanno il proprio dovere perchè sanno qual’è l’importanza del loro lavoro e lo fanno con abnegazione, spesso andando oltre orari e competenze. Ricordo l’impegno che Sandro Velardi vi profondeva, ricorderò sempre gli incontri e le telefonate con lui, sempre piacevoli, perchè, oltre alle cose di lavoro, non mancavano mai gli spunti di riflessione, le battute scherzose, le reciproche manifestazioni di stima.
Sandro Velardi, oltre a tutto questo, era uno che si impegnava oltre, che contribuiva anche in altre forme al bene della società. Con i suoi scritti, arguti e attenti, sempre fonte di riflessione, leggeri da leggere, ponderosi nei contenuti. Con la sua autoironia, segno di profondità d’animo e di umiltà. E soprattutto con il suo impegno civile. Non mancava mai agli appuntamenti in cui la passione civile è l’unica molla che ti spinge ad esserci. Lo trovavi sempre, alle manifestazioni contro la ndrangheta, agli appuntamenti culturali di qualità, lui c’era in tutte quelle occasioni in cui basta la sola presenza fisica per denotare il significato di quello che sei.
*Procuratore della Repubblica di Palmi




