
Era il 24 maggio di sette anni fa quando a Siderno, nel cuore della Locride in Provincia di Reggio Calabria, veniva freddato il giovane imprenditore Gianluca Congiusta. La sua “colpa” fu quella di non piegarsi alle mire della criminalità organizzata
opponendosi ad un tentativo di estorsione.
Solo due anni più tardi, nel 2007, per quell’omicidio sarà arrestato Tommaso Costa, indicato come capo dell’omonima cosca di Siderno e accusato dell’omicidio di Congiusta.
Affidiamo il ricordo di Gianluca Congiusta, il ragazzo dal sorriso contagioso, alle parole di sua sorella Roberta, che sulla morte di Gianluca scrive:
Era una grigia sera di fine maggio, quell’anno si respirava un’aria strana, l’estate tardava ad arrivare, c’era una pioggerella pressante ed un vento pungente sembrava voler presagire qualcosa. Quella sera ero a casa di amici e mentre ci intrattenevamo sul pianerottolo per gli ultimi saluti, tra una battuta e l’altra, lo squillo del telefono impietoso, impertinente, dirompe quell’atmosfera di serena quotidianità. Fu quella telefonata, quella frazione di secondo che separa la dolce inconsapevolezza dall’agghiacciante scoperta, che mi cambiò per sempre la vita. Da lì in poi la corsa, la disperazione, il buio fino a quel tragico incontro con la morte, si, la morte. La dama avvolta nel suo manto nero, si era presentata all’appuntamento nella maniera più crudele e disumana..




