• Il giorno Pasqua e il primo plenilunio di Primavera

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    di Anna Foti –
    La data del giorno della Pasqua Cristiana designato di anno in anno dal moto della Luna intorno alla Terra ed al Sole. La determinazione del giorno in cui si celebra la Santa Pasqua, Resurrezione di Gesù Cristo

    morto in Croce per riscattare i peccati dell’Umanità, la festa di massima intensità in cui si celebra il mistero della Passione per il popolo Cristiano di tutto il mondo, è infatti profondamente legata al mutamento delle stagioni ed al movimento della Luna intorno alla Terra rispetto al Sole. Ancorchè noto che tale festa religiosa per eccellenza si celebri rigorosamente di Domenica, è altrettanto assodato che ciò non avvenga mai nella stessa data. Eppure, invece, di anno in anno il tratto ricorrente non è soltanto il settimo giorno della settimana, il giorno della Resurrezione settimanale e del riposo, ma, guardando al calendario lunisolare ebraico, anche il riferimento ad un plenilunio.
    La Pasqua Cristiana, infatti, ricade la domenica successiva al primo plenilunio di Primavera, cioè alla prima luna piena, momento in cui il satellite della Terra, la Luna, si trova perfettamente in posizione opposta alla Terra rispetto al Sole, che illumina completamente l’emisfero lunare visibile interamente dalla Terra medesima. Quest’anno il primo plenilunio dopo il 21 marzo si è verificato il venerdì 6 aprile alle ore 21:19 e la prima domenica successiva è proprio quella dell’8 aprile.
    Ecco spiegato perché la data della Pasqua Cristiana e la data della Pasqua Ebraica (chiamata Pesach – pasa’, in aramaico-  festa della liberazione del Popolo israelita dall’Egitto ad opera di Mosè segnata dai riti dell’immolazione dell’agnello e del pane azzimo) mutino di anno in anno e valgano alla festa l’aggettivazione di mobile. 
    La data può, addirittura, non essere la stessa anche per la stessa comunità Cristiana. Ciò dipende dal calendario cui si fa riferimento: quello Gregoriano per i Cattolici ed i Protestanti, quello Giuliano per gli Ortodossi.
    Ma anche la data della Pasqua ebraica può essere diversa da quella della Pasqua Cristiana. Per gli Ebrei, infatti, il lasso di tempo è tra il 25 marzo ed il 25 aprile e non necessariamente di domenica, mentre per i Cristiani il periodo è quello compreso tra il 22 marzo ed il 25 aprile, ma sempre di domenica.
    Per gli ebrei il riferimento è il calendario lunisolare in cui i mesi cominciano sempre con il novilunio e dunque alla loro metà riservano la luna piena. Dunque, con riferimento alla Pasqua, la tradizione ebraica si fonda sul 14° giorno del mese di Nisan, corrispondente appunto al plenilunio successivo all’equinozio di primavera come previsto nei libri biblici dell’Esodo e dei Numeri. I Cristiani hanno mutuato questa collocazione nell’ambito dell’anno ma nel farlo, nel segno dell’adempimento delle Sacre Scritture in cui Paolo scrive nella Prima lettera ai Corinzi « Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è resuscitato il terzo giorno secondo le Scritture », hanno spogliato la Pasqua del significato di attesa messianica, rivestendola del nuovo significato della seconda venuta di Cristo da risorto e del ricordo della Passione.
    A pensarci bene, comunque, non è proprio la data ad essere importante in questa ricorrenza quanto il significato religioso in essa racchiuso che profondamente narra dell’Uomo saldo nella Fede ma anche creatura immersa nell’alternarsi stagioni della vita.
    Dunque sollevando lo sguardo al cielo notturno proprio della settimana della Passione e della intensa liturgia della Santa Pasqua, sarà possibile incantarsi di fronte ad una luna piena, la prima della stagione, non a caso, del risveglio della natura e del Creato: la Primavera. Un fenomeno legato al moto di rivoluzione della Luna intorno alla Terra che ha cadenza mensile ma la cui eccezionalità è dovuta al fatto che è il primo dopo l’equinozio di Primavera, evento astronomico fissato al 21 marzo di ogni anno.
    Dopo l’inverno, la durata del giorno e della notte tornano, infatti, ad equivalere e si fa ingresso nelle primavera mentre cambia di un’ora avanti il tempo legale, le giornate si allungano ed, in termini astronomici, l’equatore celeste e l’Eclittica (percorso apparente del Sole in un anno sullo sfondo celeste dove sono collocate le costellazioni dello Zodiaco) si intersecano. Ciò avviene due volte l’anno in occasione dei due Equinozi (Primavera 21 marzo con il Sole nei Pesci e Autunno 23 settembre con il Sole nella Vergine) che segnano le stagioni in cui giorno e notte hanno uguale durata.
    Tale fenomeno astronomico si rapporta, infatti, alla vita dell’uomo attraverso l’alternarsi delle stagioni e dell’uguaglianza del giorno e della notte dal momento che in prossimità di entrambi questi eventi la lancetta dell’orologio sarà spostata un’ora indietro, anticipando rispetto all’estate di un’ora l’arrivo della notte, nel caso dell’equinozio di Autunno, ed un’ora avanti per allungare di un’ora di luce il giorno rispetto all’inverno, in vista dell’equinozio di Primavera. 
    Ma le stagioni sono quattro. L’inizio delle altre due stagioni, Inverno ed Estate, coincide con gli eventi astronomici dei Solstizi  – in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione (latitudine) massima o minima – del 21 dicembre, il cosiddetto giorno più corto dell’anno ed esordio dell’Inverno, e del 21 giugno, il cosiddetto giorno più lungo dell’anno ed esordio dell’Estate.
    Ma intanto Buona Pasqua e Felice Primavera!

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