
dove vengono raccolte, manipolate, caratterizzate, crio-conservate e poste in rete mondiale, le unità cordonali ricche di preziose cellule staminali donate dalle madri calabresi dopo il parto, per persone affette da patologie ematologiche in attesa di trapianto. Essa ha con sede presso il presidio Morelli dell’azienda Ospedaliera BMM di Reggio. Ha evidenziato Giulia Pucci, responsabile medico della banca cordonale attiva ormai dai sei anni con grandi successi tra cui l’ultimo un invio ad un uomo di 32 anni in California, come il lavoro svolto da tutta la rete coinvolta (centro Tipizzazione Tissutale, centro Trapianti, servizi ImmunoTrasfusionali, associazioni di volontariato tra cui Avis, Adisco e Avo), presso i 18 centri di raccolta (unità di Ostetricia e Ginecologia accreditati) presenti sul territorio regionale, sia stato in grado di porre in rete unità cordonali, per sicurezza e tracciabilità, massimamente competitive.
Dunque la Calabria esporta salute in tutto il mondo. Un’eccellenza, una delle tante, di cui poco si sa e che per altro attiene ad uno comparto delicato e problematico come quello della sanità. Un comparto dove esistono preziose professionalità, spesso non poste nelle condizioni di operare per carenza di risorse, e in cui progetti ambiziosi camminano sulle spalle di professionisti dediti, giovani tanto appassionati quanto precari, volontari entusiasti.
Occasione per conoscere questa realtà è stata la giornata di studio odierna – dedicata ai nuovi standard di raccolta e caratterizzazione delle unità cordonali, terapia del futuro – promossa dal gruppo Avis Donatrici Cordone Ombelicale della Calabria, presieduto da Gaetana Franco, che ha voluto oggi offrire alla giovane, appassionata, ventiseienne biologa Rosalba Gemi, una borsa di studio affinchè continui il prezioso lavoro di riqualificazione delle unità cordonali raccolte e bancate fino al 2009. Ricco confronto a più voci presso l’aula Spinelli dell’azienda ‘BMM’ di Reggio. Prezioso anche il contributo di Giuseppina Romeo del centro di Tipizzazione tissutale dell’Azienda ospedaliera, e di Antonella Musella, ginecologa del Centro di raccolta. Tanti gli interventi per un tema che non è solo medico scientifico ma che rilancia il fondamentale messaggio della donazione, della gratuità e della solidarietà.
Opportunità di nuova Vita, infatti, nascono insieme a quei piccoli, figli di una madre il cui gesto di solidarietà è una sacca che potrebbe rivelarsi l’unica compatibile al mondo, l’unica possibilità per una persona in attesa di trapianto, come accaduto per sette persone, di cui due di solo un anno, affette da leucemie acute e anemia aplastica. Le unità cordonali calabresi raccolte in Calabria sono arrivate a Genova e a Cuneo ma anche in Francia, in Portogallo, in Olanda, in Texas ed infine recentemente in California.
Non ci sono confini per le Speranze che viaggiano sulle ali della Solidarietà.




