
di Giusva Branca – “Non so più come insultarvi” recitava un leggendario striscione che qualche anno fa, esasperati da decenni di umiliazioni, i tifosi dell’Inter esposero a San Siro contro la propria squadra.
Ora, per carità, non è nostro costume né intenzione insultare nessuno, ma esercitare un rigoroso diritto-dovere di critica, quello si.
La crisi al Comune di Reggio somiglia in modo sempre più imbarazzante ad una batracomiomachia (ma non lo dite a qualche consigliere, non capirebbe…) della quale non si intravede la fine.
Al di là delle critiche sull’atteggiamento irresponsabile di tutti i protagonisti di questa vicenda che sta privando la città di un governo da oltre un mese ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti (ieri, dopo l’incendio all’asilo di Condera addirittura il parroco ha parlato di “città abbandonata”) una, ulteriore, analisi politica è doverosa.
Cerchiamo si essere lucidi, freddi e schematici.
In questo momento alla guida di Palazzo San Giorgio c’è un Sindaco ff non eletto dal popolo. Questi, rivendicando la propria autonomia, ha depennato due dei dieci consiglieri del Pdl ereditati dalla Giunta Scopelliti, ma gli altri otto hanno declinato l’invito.
Dunque, Raffa non ne vuole due, ma gli altri otto non vogliono Raffa.
In più c’è in un cassetto un documento di 22 consiglieri che si impegnano a dimettersi (e causare lo scioglimento del Consiglio) non appena il partito (o quel che resta…) lo deciderà e, quindi, 22 consiglieri che non vogliono Raffa e però vogliono restare a Palazzo San Giorgio.
In questo stato di cose Raffa si mette al lavoro per proporre un’altra ipotesi di giunta (la terza in 20 giorni) che potrebbe chiudersi con una gigantesca ammucchiata trasversale ed una pletora di esterni o con un altro, clamor-vergognoso, riavvicinamento degli otto rinunciatari.
E’ ben chiaro che, qualunque quadratura (un domani, un dopo domani o un dopo e basta) dell’amministrazione comunale si dovesse trovare, sia sul piano politico che su quello amministrativo, sono e saranno visibili solo macerie fumanti.
Ed è altrettanto chiaro a tutti che, comunque, dietro questa farsa , c’è un progetto di qualcuno che cerca di ipotecare il futuro della città, in maniera più o meno corretta, e Raffa c’entra pochissimo.
Intanto, per non farsi mancare nulla, anche su uno dei pochi fronti in apparenza tranquilli c’è maretta. Il neo-Udc, Demetrio Porcino, ha accettato le deleghe e questo non è piaciuto affatto al suo segretario regionale, Franco Talarico che, senza mezzi termini ha detto che “Porcino ha sbagliato, soprattutto alla luce del rinforzo alle sue deleghe che ne è scaturito; avrebbe dovuto adeguarsi alle direttive della segreteria regionale ed anche la segreteria provinciale avrebbe dovuto vigilare su ciò”.
Intanto Raffa sta studiando un piano di emergenza per evitare di entrare nella storia della città come il Sindaco che fece saltare la festa. I correttivi li ha già individuati, ma ora i tempi sono strettissimi.




