
Dal 1998 ad oggi sono passati dodici anni, esattamente quanti ne intercorrevano tra il 1986 ed il 1998, ad esempio. Eppure mentre nei primi dodici anni l’immobilismo l’ha fatta da padrone, negli ultimi dodici l’accelerazione impressa al sistema è stata impressionante.
Parliamo, ovviamente di panorama editoriale reggino e calabrese, di offerta di informazione per la gente. Lo spunto, il via per questi dodici anni vissuti appassionatamente, lo diede, nel maggio del 1998, la nascita di Reggio Tv. La grande serata celebrativa di sabato scorso, sulla quale non a caso torniamo a “bocce ferme”, caratterizzata dalla straordinaria presenza di autorità e gente comune, ci offre più di uno spunto.
Il primo, come detto, lo alimentiamo rivolgendo l’occhio al passato: dopo quel 15 maggio 1998, nulla è stato più uguale nell’informazione calabrese: Reggio Tv rompeva l’asse pluridecennale monoquotidiano-monotelevisivo-monoradiofonico (almeno in provincia di Reggio) e da lì in poi solo buone notizie giunsero. Nacquero Il Quotidiano della Calabria, Calabria Ora, Gs channel, per poi arrivare al boom dell’informazione in rete, per qualcuno in tempo reale, per altri in differita, come le telecronache delle partite di calcio degli anni settanta, ma questa è un’altra storia.
In maniera dirompente Reggio Tv aprì una falla che diventò in fretta voragine nel perverso circuito della non-notizia. Diciamolo chiaramente: negli ultimi 12 anni l’intera informazione locale è enormemente cresciuta ed allora, oggi, ancora Reggio Tv, guidata da quel “visionario” (nell’accezione del termine che valse l’appellativo al creatore di Las Vegas, Bugsy Siegel) di nome Eduardo Lamberti Castronuovo, segna una via.
La sede di Campo Calabro, vero e proprio polo multimediale, non più una semplice televisione, fa rilanciare sul tavolo dell’informazione locale non solo a Reggio Tv, ma a tutti gli operatori che, adesso più che mai, o si adeguano in fretta, con coraggio ed investimenti, alla sfida dell’innovazione tecnologica oppure sono già fuori dal gioco, devono solo capirlo.
E per fare ciò servono energie, voglia di spendersi, voglia di studiare, voglia di fare ciò che in Calabria non si è mai fatto veramente: formazione.
Il mondo cambia ogni giorno, la gente soddisfa il proprio desiderio di conoscere i fatti e le opinioni con dinamiche del tutto nuove; sono cambiate quelle che in gergo militare si definiscono “regole d’ingaggio”, è necessario prenderne atto.
La gente pretende informazione a qualunque ora e per lo più gratis. E’ tramontata la fase storica nella quale si consumava il rito dell’informazione diramata ad orari canonici. Quella va ancora bene ma non basta più, ormai la gente pretende che siano le news ad inseguirla. Attraverso un pc, sui telefonini, con la free press (anch’essa, però non più al massimo splendore), anche in tv, ma non solo agli orari canonici.
Anche il lettore dei quotidiani cartacei ha subito una sorta di mutazione genetica e ride in faccia a quel direttore che pensa di propinargli come notizia qualcosa che lui ha già letto, visto, sentito numerose volte 24 ore prima. Dal giornale, il giorno dopo, il lettore si attende di più, si attende approfondimenti, inchieste, tagli diversi. Solo quegli editori che comprenderanno fino in fondo questo aspetto sopravviveranno con i loro splendidi, per certi versi insostituibili, giornali di carta.
In quest’ottica, quindi, la diversificazione dell’offerta informativa rappresenta non solo il valore aggiunto, ma, probabilmente, l’unica ciambella di salvataggio per un futuro che, pur tra mille difficoltà, qualcuno sulla tolda della nave dovrà pur vedere.
Il polo multimediale di Reggio Tv (televisione, post-produzione, studi, teatro, sito internet e tipografia-stamperia) rappresenta un vero e proprio salto nel futuro, oltre che una chance enorme per il territorio.
Tra dodici anni ancora i protagonisti del panorama mediatico calabrese saranno solo coloro i quali avranno colto il momento, come i loro antenati che compresero che, per quanto romantici fossero i cavalli, la ferrovia avrebbe cambiato il mondo…




