
sul fronte opposto al suo mi hanno consentito di maturare una conoscenza dei suoi metodi di gestione del potere più che approfondita.
Per tale ragione la mia reazione alle “picconate” dell’ex Sindaco di Reggio nei confronti della burocrazia regionale, oggi da lui accusata delle peggiori nefandezze e di cui promette il ricambio, desta in me gravi perplessità sulle vere ragioni sottese alla esigenza di cambiamento cotanto sbandierata da Scopelliti.
Un semplice esempio confido che possa chiarire il mio atteggiamento di diffidenza nei confronti della operazione “defenestrazione e trasparenza” che il Governatore si accinge a fare.
A far data dall’anno 2002, epoca dell’inizio del primo mandato elettorale del Sindaco Scopelliti la Giunta comunale ha proceduto alla nomina di un cospicuo numero di dirigenti esterni all’Ente, collocandoli nei settori chiave dell’Amministrazione.
Diverse sono state le modalità adottate dall’Amministrazione per la formalizzazione del rapporto con i soggetti interessati: taluni sono stati dapprima collocati in comando o mobilità presso il Comune di Reggio Calabria e, successivamente, assunti presso lo stesso Ente; altri erano già dipendenti del Comune con mansioni inferiori e hanno stipulato specifici contratti per qualifiche e funzioni dirigenziali; altri ancora sono stati semplicemente assunti in forza di contratto di diritto privato.
Oggi i dirigenti in questione svolgono le funzioni loro assegnate dalla Giunta Comunale senza soluzione di continuità fin dalla loro prima nomina, in quanto i loro rispettivi contratti vengono regolarmente prorogati ad ogni scadenza. Pertanto, essendo stato il Dr. Scopelliti rieletto Sindaco in occasione delle elezioni amministrative dell’anno 2007, si può affermare che taluni dirigenti hanno svolto tali funzioni ininterrottamente fin dall’anno 2002.
Pare il caso di sottolineare che il personale in questione è stato collocato al vertice dei settori strategici dell’amministrazione quali Finanze, Lavori pubblici, Urbanistica, Personale, Politiche sociali; Società miste, Polizia municipale ecc..
Al contrario i pochi dirigenti interni e in dotazione organica del Comune di Reggio Calabria, vincitori di concorso, sono stati pressoché relegati a funzioni secondarie e settori di importanza secondaria.
Pertanto, attualmente il Comune di Reggio Calabria consta di 18 Unità organizzative, salvo errori, e ben 10 dei 17 settori sono diretti da dirigenti esterni. Si aggiunga che dai dati in mio possesso presso il Comune di Reggio Calabria sono stati assunti, con modalità diverse, ben 13 dirigenti nel corso dell’amministrazione Scopelliti.
Se questo è il quadro complessivo non c’è molto da fidarsi delle parole del neo Governatore, atteso che la sua crociata potrebbe con molta probabilità preludere al posizionamento nei ruoli chiave della Regione Calabria di persone a lui vicine, …. e crepino efficienza e trasparenza!
Ancora due considerazioni: è accettabile e politicamente etico in una Città afflitta dalla disoccupazione giovanile assumere persone proprie anziché espletare concorsi pubblici? E poi, e’accettabile che l’apparato burocratico dei settori più importanti dell’amministrazione comunale sia di fatto nelle mani del Sindaco? Siamo davvero certi che quel dirigente risponderà prima alla propria coscienza e solo successivamente ai desideri di chi lo ha nominato accordandogli, peraltro, uno stipendio da favola?
Esempi nell’esempio:
Se il Consiglio comunale da ben otto anni non riesce a sapere a quanto ammontino i debiti del Comune in quanto la dirigente di settore si rifiuta di fornire i relativi dati è o non è dovuto al rapporto politico che la lega a Scopelliti?
Le assunzioni nelle società miste senza alcun rispetto dei principi di evidenza pubblica sarebbero state possibili se ci fossero stati tecnici imparziali ai vertici amministrativi del Comune?
Tutte domande le cui risposte sono assolutamente scontate dal mio punto di vista.
Per queste ragioni temo che la scelta di Scopelliti di azzerare, o giù di lì, la burocrazia regionale possa nascondere insidie e operazioni di potere che ben lungi dal soddisfare la sacrosanta richiesta di trasparenza che si leva dai Calabresi gioverebbero solo al Governatore.
Massimo Canale
Consigliere comunale di Reggio Calabria




