
E’ in netto calo la televisione che perde l’11%. Ancora più netto il calo degli investimenti sui quotidiani (-17%) e soprattutto sui freepress (-28%). Forte calo anche per i periodici (-29%). Meno investimenti anche per la radio (-10%) anche se i dati degli ultimi mesi del 2009 sono incoraggianti, in aumento rispetto agli ultimi mesi del 2008: da ciò si evince che il crollo che ha investito questi settori è dovuto principalmente alla crisi economica che ha duramente colpito nei mesi scorsi il mondo delle aziende.
Nonostante ciò, però, gli investimenti pubblicitari su internet continuano ad aumentare con un +5% nel 2009: dopo la brusca frenata del 2008, gli italiani hanno ricominciato a mostrare un crescente interesse soprattutto per i siti di news online come emerge sempre da un’indagine Nielsen secondo cui solo nel mese di dicembre 2009 oltre 13 milioni di persone hanno visitato i vari siti d’informazione, con una crescita di oltre il 20% rispetto allo stesso mese del 2008.
Il 2009, dopotutto, è stato l’anno per eccellenza dell’informazione online, a causa di eventi di cronaca dal forte impatto mediatico (il terremoto in Abruzzo, il disastro di Viareggio, l’alluvione di Messina, l’aggressione a Berlusconi) su cui, per forza di cose, la carta stampata è arrivata con più di un giorno di ritardo.
Tra i principali siti di informazione online le crescite più rilevanti sono registrate dal Corriere della Sera (http://www.corriere.it/), da Repubblica (http://www.repubblica.it/), dal portale dell’Ansa (http://www.ansa.it/) e da La Stampa (http://www.lastampa.it/), come ha spiegato Ombretta Capodaglio, marketing manager della divisione Online di Nielsen, sottolineando che “la forte ripresa dei siti di news online è particolarmente rilevante se si considera che avviene dopo un 2008 in cui il rallentamento nei trend di crescita fece ipotizzare che questi siti potessero cedere il passo all’informazione orizzontale tipica di blog e social media“.
Per quanto riguarda invece la carta stampata, abbiamo un vero e proprio crollo delle vendite per il Corriere della Sera che scende di tiratura da 580 mila a 485 mila copie con una flessione del -16%. Crolla anche la Gazzetta dello Sport (-12% da 330 mila a 290 mila copie), Il Sole 24 Ore (-19% da 325mila a 265 mila) e Libero (-11% da 115 mila a 100 mila) mentre Feltri fa il boom sul Giornale con un +11% (da 167 mila a 186mila). Stabili Repubblica (+4% da 460 a 480mila), La Stampa (-2% da 300 a 290 mila), Il Messaggero (-2% da 190 a 186 mila) e Avvenire (+2% da 103 a 105 mila).
Per farlo, però, dovrà cambiare e adattarsi alla nuova strutturazione del mondo dell’informazione; i quotidiani non possono insistere a voler dare le notizie che sono già vecchie e stravecchie grazie a internet, radio e tv.
Devono cambiare, diventare pagine d’approfondimento e opinione, e devono farlo in fretta perchè altrimenti sì, rischiano davvero di soccombere se continuano a voler vendere alla gente notizie di cronaca già abbondantemente superate dai new-media.




