
di Peppe Caridi (Foto Ansa) – Il presidente dell’ordine dei Geologi della Sicilia, Gian Vito Graziano, ha parlato di “tragedia annunciata, anzi che si preannunciava ogni anno. E questa volta purtroppo è accaduto”.
Come dargli torto?
La situazione idrogeologica del territorio del Messinese Jonico, tra Alì Terme, Scaletta Zanclea, Santo Stefano Briga, Giampilieri, Pezzolo, Santa Margherita e Tremestieri è instabile e critica da anni.
La tremenda alluvione lampo del 25 ottobre 2007 aveva colpito, meno di due anni fa, le stesse identiche zone, in modo simile.
I fenomeni meteorologici erano stati meno intensi, e i disagi furono problematici ma non così drammatici come in queste ore.
Piangiamo sei vite umane, che nelle prossime ore potranno diventare sette, otto, forse dieci … è infatti ancora imprecisato il numero dei dispersi.
Piangiamo nostri fratelli, amici e parenti: Messina è una città in ginocchio, distrutta e affranta per quanto accaduto nelle scorse ore.
La situazione del territorio nel Messinese Jonico, e quando diciamo “Messinese” non ci riferiamo tanto alla “Provincia” quanto alla periferia della città, vista la vicinanza dell’accaduto col centro urbano principale dello Stretto, è devastante: “è un inferno. Sembra Sarno” ha dichiarato poco fa un operatore della Protezione civile.
La situazione idrogeologica del Messinese Jonico è difficile e problematica da tempo, per questo non sbaglia Gian Vito Graziano a parlare di “disastro annunciato”, e non solo perchè l’avevamo previsto nel nostro meteo con diversi giorni di anticipo, ma anche perchè forse sarebbe bastato avere maggiore attenzione nella pulizia di canali, fiumi e tombini della zona per evitare una tragedia di simili proporzioni.
Almeno, avremmo avuto la coscienza a posto.
L’Alluvione è stata determinata, in senso tecnico, dal passaggio di un sistema temporalesco convettivo a mesociclone: nell’area più colpita sono caduti in poche ore più di 300mm di pioggia, un quantitativo incredibile che solitamente nelle coste del Mediterraneo si accumula in un periodo che oscilla tra 4 e 6 mesi (estate esclusa, altrimenti i tempi si dilaterebbero ancora di più).
Di fronte a cotanta violenza naturale, probabilmente, l’uomo ha poco da fare, se non leccarsi le ferite: questo però non può diventare un alibi per la mancanza di manutenzione nei confronti del territorio.
Ma torniamo all’evoluzione meteorologica: il sistema temporalesco convettivo che ha colpito lo Stretto s’è formato in loco, a causa delle correnti depressionarie, a tratti intense, che hanno accompagnato la ciclogenesi Mediterranea di queste ore.
Forti venti meridionali hanno colpito lo Stretto, dove s’è venuta a creare una linea di convergenza concentrata in modo particolare nel Messinese Jonico.


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Ma attenzione, perchè non è finita qui!
Stiamo vivendo solo una pausa con cielo nuvoloso e poche precipitazioni, ma presto tornerà la pioggia intensa.
Il minimo pressorio che s’è formato stanotte, si trova nel cuore del Mar Tirreno ed è profondo 1007mb.
Intorno a questo centro di bassa pressione si sono venute a determinare correnti cicloniche che stanno spingendo nubi temporalesche proprio dal Tirreno verso la Sicilia, e nelle prossime ore piomberanno nuovamente nello Stretto e, inevitabilmente, sul Messinese alluvionato.
Nelle prossime ore il maltempo si accanirà in modo particolare nelle zone Tirreniche, e quindi nei versanti settentrionali dello Stretto, ma continuerà a piovere anche nei territori già duramente messi alla prova dall’evento alluvionale, di portata meteorologica eccezionale, delle scorse ore.
Continuiamo, quindi, a monitorare la situazione.
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