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    Sud: “un ponte tra due stagioni”

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    di Grazia Candido –
    “Il mezzogiorno ha perso molto tempo rispetto alle altre realtà europee come la Spagna e la Germania che hanno saputo impiegare e gestire meglio le risorse giunte dall’Europa, e anche se

    il problema interessa tutta l’Italia, sono certa che il Sud può recuperare”.

    Esordisce così, il commissario europeo alle politiche regionali Danuta Hubner all’incontro

    “Un ponte fra due stagioni. L’efficacia delle politiche di sviluppo per il Sud”, evento organizzato dal Ministero dello Sviluppo economico e svoltosi questa mattina presso l’Auditorium “Calipari” del Consiglio regionale della Calabria. Un importante momento di riflessione e confronto sul futuro delle Politiche di Coesione dopo il 2013 che ha impegnato molti rappresentanti delle regioni del meridione che, insieme al commissario europeo e al ministro dello sviluppo economico Claudio Scaiola, hanno fatto il punto sui risultati ottenuti dalla programmazione comunitaria 2000-2006 nel Mezzogiorno e illustrato le iniziative da adottare per il successo dei programmi 2007-2013 nell’ambito del quale è stato ricordato, che la Calabria beneficerà di interventi pari a 1,5 miliardi di euro dal fondo europeo di sviluppo regionale.

    Ad aprire i lavori, il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero che nel suo intervento postilla come “in Italia, si assiste tra l’indifferenza del centrodestra ma anche del centrosinistra, allo stravolgimento da parte del Governo del quadro strategico nazionale e del taglio dei fondi delle aree sottosviluppate che avrà effetti profondi sul Sud”.

    “Al momento del mio insediamento nel 2005 – aggiunge Loiero – la Calabria aveva la sfida di recuperare un Por in ritardo con una macchina organizzativa per nulla adeguata. Da allora in poi, abbiamo lavorato con continuità ottenendo oggi, buoni risultati visibili a tutti ma soprattutto, riconosciuti dai vari organismi della Commissione Europea”.

    “Il titolo di quest’iniziativa è abbastanza emblematico e rimanda all’immagine di un ponte, di un collegamento tra due stagioni della programmazione dei fondi strutturali europei che, per una regione come la Calabria, rappresentano una grande e, forse, irripetibile occasione di sviluppo economico e sociale. La Calabria e l’intero Mezzogiorno – ha aggiunto il presidente del consiglio regionale Giuseppe Bova – possono recuperare una nuova centralità, grazie alla loro posizione baricentrica e strategica nel Mediterraneo. Gioia Tauro con il suo porto, è già una realtà produttiva consolidata ma il rafforzamento delle reti infrastrutturali, che lì devono trovare uno snodo fondamentale, è condizione indispensabile per interfacciarsi con la sponda settentrionale dell’Africa”.

    E anche il presidente del consiglio affonda con una sua riflessione che mette in evidenza come nella “regione, in questa legislatura, si è prodotta in un’affannosa lotta contro il tempo, impedendo il disimpegno automatico d’ingenti finanziamenti europei che altrimenti sarebbero andati perduti, per poi intraprendere la sfida del nuovo Por, marcando una netta discontinuità rispetto al passato”.

    “Una sfida – aggiunge ancora – resa ancor più difficile da anni di cattiva gestione che avevano nei fatti, vanificato lo sforzo notevolissimo ed assai apprezzato a livello comunitario che nel 1999 fu messo in atto per la programmazione per gli anni 2000-2006. Nonostante gli sforzi, la Calabria sconta pesanti ritardi in termini di mancata modernizzazione del tessuto economico e produttivo causati dalle frodi che in passato, sono state consumate ai danni dell’Unione Europea da parte di “imprenditori- prenditori” che, una volta incassati i finanziamenti, sono svaniti nel nulla. In più, va aggiunto il male atavico di questa terra, rappresentato dal giogo pressante della ’ndrangheta e della criminalità organizzata”.

    A paventare per il prossimo anno il rischio di un aumento della disoccupazione per il Mezzogiorno e “la necessità di applicare la fiscalità di vantaggio per il Sud”, il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni che nel mettere in evidenza “il tasso disoccupazionale del 12% al sud, vi è il rischio che il meridione sia il primo a pagare le conseguenze della crisi e che quindi, la disoccupazione possa notevolmente aumentare”.

    “Dobbiamo lavorare per creare cabine di regia per evitare dispersioni e controllare i fondi comunitari che sono l’ultima chiamata per il Mezzogiorno. Poi, questi fondi andranno alle altre regioni europee che sono competitrici dell’Italia”.

    Ad interrompere momentaneamente gli interventi, la piccola “invasione” subita sedata dalla sicurezza, dei lavoratori Lsu-Lpu che hanno invitato gli esponenti politici “a non abbandonarli e a lavorare per la loro stabilizzazione”.