di Antonio La Tella* – Leggo su Strill l’amaro commento alle notizie relative al francobollo celebrativo del “terremoto di Messina” messo in circolazione dalle assai disattente Poste Italiane a cento anni dell’evento. Mi offende come cittadino di questa Città, il fatto ma, ancora di più, il modo con il quale lo si è motivato a tutto beneficio dei gonzi che credono ancora nella capacità della pubblica amministrazione di capire il Paese e di assecondarne i sentimenti. Non me la prendo con il sindaco Buzzanca e con la sua un pò sguaiata esultanza. Le colpe stanno altrove.
Non dice niente la mia lettera/rinuncia diffusa dall’ANSA nella tarda mattinata di venerdì 11 luglio?
Sul tema c’è ancora molto da dire, fuori da ogni comoda reticenza. Lo faremo a tempo debito. Un plauso per la protesta, dignitosa e tempestiva, di Strill a beneficio dei tanti che non dimenticano.
Ed un saluto cordiale.
Di seguito la lettera diffusa nello corso luglio e rivolta a Carlo Parisi, segretario regionale FNSI
Caro Carlo,
poteva andare meglio. Non è stato così. Dallo scorso ottobre mi batto per dare corpo al progetto di fare di quest’anno centenario l’Anno della Memoria, a ricordo dei tanti reggini – decine di migliaia – che hanno perduto la vita a causa del terremoto e di tutti quegli altri – i sopravvissuti – che si sono prodigati nell’opera immane di ricostruzione della Città. Al sacrificio di costoro si deve il tanto che vediamo e che ci rende orgogliosi cittadini di Reggio.
Inutile negarlo: nella nostra non facile impresa siamo stati confortati da incoraggiamenti e consensi: ma ci siamo scontrati, al tempo stesso, con incomprensioni, tiepidezze, qualche scetticismo di troppo. A livello popolare l’iniziativa è stata invece accolta con favore ed assecondata. Se dal Sindacato mi è venuto un sostegno convinto, lo debbo a Te che nella nostra organizzazione di categoria rechi una nota di efficienza, di decoro e – posso dirlo? – di eleganza (anche se stavolta qualcosa non ha funzionato).
Tutto questo non è bastato a rendere facile il mio lavoro, che si è inceppato in modo irrimediabile proprio nei passaggi più delicati ed importanti. Tu sai tutto ed è perciò inutile che te ne parli nel momento in cui rendo nota la mia rinuncia. Pensavo che questo dovesse essere il mio ultimo impegno pubblico, dopo un servizio nel giornalismo calabrese reso per oltre mezzo secolo, con modestia e passione. Ne faccio, invece, il mio epitaffio.
Con l’amicizia di sempre, credimi il
Tuo aff.mo
Antonio La Tella
*decano dei giornalisti reggini, Antonio La Tella, già a capo della commissione commemorativa del centenario del terremoto del Sindacato dei Giornalisti




