
di Elda Musmeci – La Melanzana, originaria dell’India, viene introdotta dagli Arabi all’inizio del IV Secolo e quindi non ha un nome latino o greco. Gli Arabi chiamano la melanzana badingian e in Italia venne aggiunto il suffisso melo divenendo così melo-badingian, quindi melangian, da cui l’attuale nome. In altre regioni il suffisso fu petro, per cui si ebbe pedro-badingian dal quale si formerà petronciano o petonciano, altro sinonimo con il quale viene indicato quest’ortaggio.
Il nome melanzana, in particolare, veniva interpretato anche come mela non sana, proprio perché non è commestibile se non cotto.
La melanzana cruda ha un gusto sgradevole ed è anche tossica perché contiene solanina. Pertanto la melanzana viene consumata solamente cotta.
D’altra parte, la melanzana ha la proprietà di assorbire molto bene i grassi alimentari, tra cui l’olio, consentendo la preparazione di piatti molto ricchi e saporiti.
La melanzana (Solanum melongena) è un ortaggio tipicamente estivo della famiglia delle Solanacee, con fusto eretto che raggiunge circa 80 cm, fiori solitari e frutti, la parte che consumiamo, che sono bacche violacee di forma tonda, oblunga od ovoidale. Grandezza, forma e colore si differenziano a seconda della varietà.
La melanzana in cucina – Il valore nutritivo delle melanzane (di qualsiasi varietà) è piuttosto scarso; poche calorie, basso contenuto di grassi, proteine e glicidi, quantità ridotte di vitamine e sali minerali. Per queste ragioni entrano spesso nella composizione delle diete dimagranti, con un’avvertenza: spesso questo ortaggio viene preparato con ricette ricche di grassi (melanzane alla parmigiana, melanzane ripiene, fritte, impanate), che non ne favoriscono certo la digeribilità. In alternativa possono essere preparate lessate o alla griglia.
Fra le piu’ note e consumate in Italia:
• la Violetta di Napoli, dalla forma allungata e caratterizzata da un sapore piu’ forte.
• la Violetta di Firenze, di forma rotonda.
• la Black Beauty, di forma ovale di colore viola scuro.
• la Larga Morada, di colore rosato con striature viola dal gusto molto delicato.
A questo ortaggio che offre le piu’ eterogenee interpretazioni culinarie appartengono numerose proprieta’: e’ ricca di acqua e stimola cosi’ l’attivita’ dei reni, di potassio, vitamina A e C, fosforo, calcio, tannino e contiene pochi zuccheri. Possiede inoltre proprieta’ depurative e blandamente lassative; regolarizza e stimola l’attivita’ del fegato aumentando la produzione e l’eliminazione della bile, e’ consigliata nelle diete per abbassare il colesterolo nel sangue. Il valore nutritivo delle melanzane (di qualsiasi varieta’) e’ poco elevato: poche calorie, basso contenuto di grassi, proteine e glucidi, quantita’ ridotte di sali minerali, per queste ragioni le melanzane entrano con successo nelle diete dimagranti a una ferrea condizione: non arricchirle con condimenti ricchi di oli e di grassi che moltiplicano in modo eccessivo le calorie di questo ortaggio eliminando cosi’ tutti i buoni propositi di chi si mette a dieta.
In cosmesi si utilizza la polpa per preparare maschere nutrienti per la pelle, semplicemente schiacciando con una forchetta la polpa di melanzana e poi applicandola, da sola o mescolata a yogurt, per una ventina di minuti sul viso.
Consigli pratici:
Al momento dell’acquisto delle melanzane bisogna far attenzione che il picciolo sia ancora attaccato, di colore verde, senza parti secche, la buccia deve essere liscia e tesa e la polpa soda. Per quanto riguarda la conservazione in frigo si mantengono fresche per 4 giorni, se non si toglie il picciolo, manterranno ancora piu’ a lungo la loro freschezza.
Possono essere congelate a fette dopo essere state sbollentate in acqua.




