
Con l’arrivo dell’autunno e dei primi freddi, ci si appresta a stappare e gustare anche un buon bicchiere di Novello. Per legge, è possibile mettere in commercio questo vino a partire dal 6 novembre e, vista la sua particolarità, è necessario consumarlo entro la fine dell’anno.
Il Novello, infatti, è un anticipo di ciò che si andrà ad assaggiare nei prossimi mesi e, in base alle sue caratteristiche e alle sue qualità, permette di prevedere la qualità del vino che arriverà sulle nostre tavole nel 2009.
Molte aziende vinicole della provincia reggina sono state teatro di degustazioni gratuite.Domenica scorsa siamo stati ospiti dell’azienda Malaspina . Siamo nell’estremo sud della Calabria, contrada Pallica, vicino Melito di Porto Salvo, in un territorio affascinante dominato da colline e dal mare, idealmente di fronte a Taormina.
Qui le “sorelle del vino” nelle vesti di Domenica, Caterina, Irene e Patrizia, portano avanti la tradizione vitivinicola iniziata nel 1967 da papà Consolato. Le vigne sono collocate ad un’altitudine che sfiora i 700 metri e favorisce una buona escursione termica, elemento indispensabile per fornire una maturazione completa delle uve e un giusto apporto di acidità. ”L’annata si preannuncia ottima per la nostra regione – ci racconta Domenica, una delle quattro sorelle di casa Malaspina -mentre ci offre un calice di profumato novello accompagnato da un assaggio di pecorino di Roghudi .
Qualità, quindi, ma anche un’attenzione particolare al prezzo medio che rimane stabile e non supera i 5 euro a bottiglia, e mentre ci concentriamo, col naso dentro il bicchiere -come da manuale del perfetto sommelier-intenti a cercare profumi di frutti di bosco, di lamponi ed in generale di piccoli frutti rossi tipici del Novello, ecco arrivare piatti di pane caldo con l’olio di Bagaladi e vassoi di“zippuli”con l’acciuga appena fritti.
Si percepisce che l’attivita’imprenditoriale delle sorelle Malaspina non è solo budget e numeri, ma il vino è anche una passione e qui subentra la specificità “del femminile”,perché certamente esistono un’interpretazione e un racconto al femminile del vino. Al di là della sua materialità, le donne ne valorizzano la dimensione culturale, storica e affettiva. Forse, perché esiste un’affinità stretta tra la terra e la donna. L’approccio delle donne al vino è quasi sentimentale. “La nostra sensibilità ci aiuta a cogliere le sfumature di profumi, di colori e aromi e questo crea tra donna e vino un legame particolare” affermano senza esitazione “Inoltre abbiamo una naturale attenzione all’immagine, che rappresenta una marcia in più nella scelta degli elementi della comunicazione, dalle etichette fino alla presentazione dei vini e all’organizzazione di eventi promozionali”.
Vivaci, dinamiche, caparbie, così sono le signore del vino,che hanno saputo ribaltare con professionalita’ un mondo tipicamente maschile.
musulupu@libero.it




