di Elda Musmeci – Corrado Alvaro nel 1931 la descriveva come la festa più animata della Calabria, oggi Polsi ed il suo Santuario, nel periodo che va dalla primavera sino ad ottobre inoltrato riesce ad attirare pellegrini provenienti da varie parti d’Italia. Il Santuario della Madonna di Polsi (noto anche come Santuario della Madonna della Montagna) si trova in provincia di Reggio Calabria, nella piccola frazione di Polsi del comune di San Luca, circoscritta fra i monti di una vallata nel cuore dell’Aspromonte a 865 m s.l.m.. Storia e leggenda si intrecciano sull’origine di questo antico luogo di culto. La leggenda della Vergine di Polsi vuole che nel IX secolo alcuni monaci, provenienti dalla vicina Sicilia per via delle incursioni saracene, si spinsero nel cuore dell’Aspromonte, ai piedi di Montalto, dove fondarono una minuscola colonia creando anche una piccola chiesa.
Un’altra leggenda, forse la più nota ed amata dai fedeli, vuole che nell’XI secolo un pastore di nome Italiano, di Santa Cristina d’Aspromonte, intento a cercare un vitello smarrito in località Nardello, scorse l’animale che dissotterrava una croce di ferro, il pastore avvicinandosi ulteriormente notò che il vitello si era inginocchiato in adorazione dinnanzi alla Croce che aveva appena dissotterrato: ne seguì un’apparizione della Beata Vergine col Bambinello in braccio che disse: Voglio che si erga una chiesa per diffondere le mie grazie sopra tutti i devoti che qui verranno a visitarmi. Per questo fu quindi costruito un santuario all’interno del quale, tutt’oggi, vengono conservate la statua della Madonna della Montagna di Polsi, scultura in tufo di notevole bellezza e lucentezza. Nulla si sa dell’arrivo di questa statua nella valle, a parte le leggende. Alcuni autori, tra i quali Corrado Alvaro, ritengono che il trasferimento sia avvenuto verso la metà del secolo XVI. Del secolo XVIII è, invece, la statua lignea della Madonna ; di essa si conosce la data d’arrivo a Polsi (1751) e il nome del donatore : Fulcone Antonio Ruffo principe di Scilla; la Santa Croce realizzata in ferro, dalla cui asta centrale si sviluppano due braccia dalle volute irregolari e singolari, non riscontrabili in nessun altro tipo di Croce e vari cimeli tra i quali la bara del principino di Roccella. Il monastero conserva anche un’antica icona del tipo Brephokratausa del gruppo iconografico Odigitrìa (La vergine che reca il bambino). Notevole è la Via Crucis, con le stazioni in bassorilievi bronzei, culminante con la statua del Cristo risorto (opera dello scultore calabrese Giuseppe Correale) il cui itinerario si snoda, per più di un chilometro, su un’erta boscosa, tra castagni e querce centenarie. Dello stesso scultore sono le bellissime porte bronzee della chiesa, istoriate con episodi biblici e scene che ricordano i miracoli attribuiti alla Madonna. Preziosi i cancelletti della balaustra dell’altare maggiore, opera del celebre scultore calabrese Vincenzo Jeraci. In un piccolo museo, all’interno del Convento, sono conservati oggetti preziosi di varie epoche, paramenti sacri, immagini, libri e pergamene, ex voto, che sintetizzano la vera storia del Santuario. I giorni festivi più importanti del Santuario sono: il 22 agosto: in questa data parte la carovana a piedi dal paese di San Luca ed inizia la novena; il 2 settembre: giorno della festa solenne della Madonna di Polsi e fine della novena ed il 14 settembre: festa dell’incoronazione della statua della Madonna.




