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    Omicidio De Mauro: un mistero lungo 38anni

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    La fine di Mauro De Mauro e il luogo in cui e’ stato nascosto il suo cadavere restano un mistero da 38 anni. L’ennesimo anniversario del delitto cade oggi quasi nell’assoluta oscurita’. Il cronista di giudiziaria de “L’Ora” di Palermo venne sequestrato davanti alla sua casa di viale delle Magnolie il 16 settembre del 1970. Poi il buio piu’ fitto. Dal 2005 e’ sotto processo Toto’ Riina, unico imputato davanti alla terza sezione della Corte d’Assise di Palermo, come mandante del rapimento e dell’omicidio del giornalista. Ed e’ sotto indagine, in un fascicolo-stralcio, Bernardo Provenzano, che si ipotizza abbia materialmente partecipato al sequestro e al delitto.

    A fare riaprire le indagini, dopo 35 anni dalla misteriosa scomparsa del cronista giudiziario de ‘L’Ora’, era stato il pentito Gaetano Grado, detto ‘Tanino occhi celesti’, killer di Cosa Nostra, che dichiaro’ di avere preso parte al seppellimento dei resti di De Mauro, nella zona del fiume Oreto. Un altro collaboratore di giustizia storico, Francesco Marino Mannoia, disse che intorno al 1978 la salma fu disseppellita, perche’ si temeva potesse essere trovata, dato che nella zona dovevano essere eseguiti scavi. Il cadavere, secondo Marino Mannoia, fu successivamente disciolto nell’acido.  Poi, oltre un anno fa, la decisione della Dda di Catanzaro di riesumare la salma di Salvatore Belvedere, ‘ndranghetista calabrese, per verificare se nella sua tomba invece dei suoi resti ci fossero quelli del cronista. Il 12 marzo scorso e’ arrivata la risposta negativa. Numerose le tesi per spiegare il sequestro e l’omicidio. In un primo momento si era parlato dell’inchiesta che De Mauro stava conducendo per il regista Francesco Rosi sul ‘caso Mattei’, sul misterioso incidente aereo che costo’ la vita, a Bascape’, al manager dell’Eni. Ma, secondo la piu’ recente ricostruzione della Procura, posta a fondamento del processo a carico di Riina, De Mauro sarebbe stato ucciso perche’, dato che era vicino all’estrema destra (aveva militato e combattuto nella X Mas del principe Junio Valerio Borghese) aveva appreso in anticipo della possibile esecuzione del colpo di Stato organizzato dallo stesso Borghese e programmato per la fine del 1970. A quel punto sarebbe stato chiesto alla mafia, secondo il pm Antonio Ingroia vicina e complice dei golpisti, il ‘favore’ di eliminarlo. (AGI)