
La riforma che introdurrà il Federalismo fiscale passerà, è solo questione di tempo. Inutile, quindi, piangersi addosso, continuare a filosofeggiare sulla bontà o l’inopportunità, soprattutto per il Mezzogiorno, del provvedimento che
il Governo Berlusconi sta portando avanti.
Lo hanno capito, a differenza di tanti altri, il presidente di Assindustria Reggio Calabria, Francesco Femia e l’imprenditore reggino Carlo Montesano. “L’attuazione del Federalismo – dice Francesco Femia – non deve rappresentare una vittoria di una parte politica sull’altra: le regioni del nord – prosegue il numero uno di Assindustria Reggio Calabria – sperano di avere maggiori risorse, ma mi auguro che i politici meridionali facciano gli interessi del Sud. Come imprenditore del Mezzogiorno – conclude Femia – sono molto preoccupato, perché queste riforme provocheranno grossi squilibri tra le due parti del Paese e perché credo che il Federalismo, l’impresa, siano numeri: per questo dico che si dovrebbe passare dagli obiettivi ai numeri, concreti”
Sulla stessa lunghezza d’onda è l’imprenditore Carlo Montesano: “Il Federalismo, etimologicamente parlando, dovrebbe unire il Paese, in realtà lo spacca in due, penalizzando il Meridione e tutti coloro i quali ambiscono a fare impresa. Questo accade – prosegue Montesano – perché esso è stato concepito male: il Federalismo è e deve essere una occasione, che, per essere sfruttata, però, non ha bisogno d’altro che non dei progetti. Buoni progetti”.




