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Elisea, "l'animella" di Palmi

2 Settembre 2008
in Storie
Tempo di lettura: 3 minuti
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di Anna Foti – Tra le farfalle bianche di Calabria, Elisea Rotolo di 11 anni, eletta l’Animella dell’edizione 2008 della Varia, si libra nel cielo di Palmi, in occasione della grande manifestazione religiosa dedicata alla Patrona Madonna della Sacra Lettera. La poeticità delle parole di Leonida Repaci si presta armoniosamente all’immagine della nuvola a forma conica che incarna l’Assunzione della Madonna al Cielo. Un carro sacro con la base  – Ccippu –  in legno di quercia, venti tonnellate per un altezza di 16 metri, sollevato e trascinato da centinaia di ’mbuttaturi , dominato da una giovane donna, la Vergine Maria eletta dalla cittadinanza di Palmi, affiancata da un uomo che rappresenta il Padre Eterno con altre bambine a vegliare sulle Sacre Spoglie di Maria Ascesa al Cielo. Siamo a Palmi dove resiste l’unica Varia d’Italia

ad essere popolata da persone nel ruolo di figuranti. Una tradizione centenaria che inizia dalla festa di San Rocco, il 16 agosto, con diverse tappe, la processione della Madonna e del Sacro Capello, l’elezione dell’Animella e del Padreterno – quest’anno Elisea Rotolo di Taureana e Leonardo Rao – l’offerta delle travi, la sfilata dei Gonfaloni fino ad arrivare al culmine con il trasporto della Varia, “scasata” domenica 31 agosto per attraversare Corso Garibaldi e trionfare in piazza Primo Maggio. Un’usanza che coniuga religiosità e solidarietà. All’Animella infatti, vengono offerti numerosi doni, tra i quali quest’anno anche una borsa di studio. Corale la partecipazione del mondo della piccola e media imprenditoria, si legge in una nota del comitato “Gli amici della Varia”, che quest’anno ha scelto di investire nella valorizzazione delle tradizioni e della fede. Laddove il culto Mariano è radicato, maggiore significato assumono i contributi silenziosi ma inestinguibili, come il sacrificio di Maria, e questi festeggiamenti diventano occasioni che vanno al di là dell’intrattenimento per creare contesti di condivisione di preghiera autentici e coralmente sentiti.

 

Abolita nel 1867 a seguito di gravi incidenti verificatisi a Messina, dove la processione della Varia ha luogo il giorno dell’Assunzione, a Ferragosto, essa verrà ripresa nel 1900 grazie all’invenzione di Giuseppe Militano che ideò un carro sacro che camminava senza ruote e scivolava su strada trainato dai portatori. Riproposta a distanza di tre anni dall’ultima edizione del 2005, l’edizione di quest’anno della Varia è la sesta degli ultimi vent’anni, considerando la pausa di vent’anni tra 1967 e il 1987. Sostenuta da cinque travi sotto ciascuna della quali si schierano i componenti delle cinque corporazioni – Marinai, Carrettieri, Bovari, Contadini e Artigiani – che, rappresentando cinque antichi mestieri, contribuiscono con la loro arte alla costruzione del carro. La Varia ha origini antichissime. Si narra infatti che anche questa tradizione religiosa nacque sul finire del 1500 quando in tutta Europa il popolo manifestò questa volontà di avvicinarsi al Padre. Maria, Madre di Cristo, da sempre rappresenta Colei che intercede e ricongiunge il Padre con i figli.

Una manifestazione, anche quella di Palmi, dunque, che ha origini antichissime e che lega questo comune calabrese  alla città di Messina, anch’essa devota alla cosiddetta Madonna della Sacra Lettera. Pare infatti che i marinai palmesi offrirono medicinali e viveri ai messinesi afflitti dalla pestilenza e che il Senato di Messina, per ricompensare tale generosità, offrì alla città di Palmi uno dei tre Capelli con cui Maria aveva avvolto la Lettera di Benedizione rivolta alla città di Messina secoli addietro. La reliquia di tale Capello approdò a Palmi per mano di Patron Peppe Tigano, l’11 gennaio 1582. Nacque così a Palmi il culto della Madonna della Lettera, patrona della Città di Palmi (RC) e venerata anche nella città Messina e di Finale di Pollina in provincia di Palermo.

 

 Fu San Paolo nella sua opera di diffusione del Cristianesimo ad accogliere la richiesta di una delegazione messinese desiderosa di conoscere la Madonna e condurre con sé in Palestina questa stessa delegazione che giunse al cospetto dell’Immacolata con una missiva dell’intera città. A tale missiva, Ella rispose in data 3 giugno con un’altra lettera in cui, stando al racconto, scrisse ciò che si legge nell’epigrafe posta alla base della statua dorata raffigurante la Madonna, eretta all’ingresso del porto nel 1934, ossia “Vos et ipsam civitatem Benedicimus” (“Benediciamo voi e la vostra città”). Si narra che tale lettera, giunta a destinazione unitamente alla delegazione l’8 settembre del 42 d.C. fosse racchiusa da tre capelli di Maria di Nazareth, uno dei quali fu poi, nel 1582, offerto alla città di Palmi ai tempi della peste per l’aiuto riservato. Si rinnova l’incrollabile certezza di un Amore che unisce nelle difficoltà per poi divenire parte di una memoria capace di sopravvivere al tempo e di essere tramandata e “festeggiata” nei secoli.  

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