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    Un temporale estivo sulla scuola

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    di Antonio Nicolò – Tutto sembra procedere all’incontrario, proprio come il treno dei desideri. E’ questo il motivo per il quale spesso, sono assalito da un forte smarrimento intellettuale e mi viene il dubbio di aver avuto in dotazione il cervello solo come portafortuna.

    Se è vero che, schopenhaureamente, ogni cosa ha una ragione sufficiente per esistere, spiegatemi per quale motivo una scuola quale quella di Paterriti non dovrebbe esistere più.

    Siamo a corto di alunni ? Gli insegnanti si sono dissolti nel nulla, sono diventati evanescenti, si sono volatilizzati ? E’ crollato l’edificio che la ospitava ?.

    Nulla di tutto ciò. La colpa è di “un taglio”. La soppressione del plesso scolastico è generata dai tagli al personale docente disposti dalla finanziaria del 2008.

    Un fulmine a ciel sereno che ha colpito la scuola di Paterriti, un temporale estivo di fine stagione che ha colto, inaspettatamente, gli abitanti di Paterriti.

    Sin qui nulla di strano. Mi si potrà obiettare: se c’è da tagliare, tagliamo pure eliminando gli sprechi ed il superfluo, “semplifichiamo” che fa pure “trend” ed è meglio per tutti.

    Bene, condivido (anche se non capisco) ma consentitemi una mesta riflessione a riguardo.

    Se all’eliminazione della scuola ci aggiungiamo l’oggettiva difficoltà di poter usufruire di un’altra struttura vicina, la cosa diventa inaccettabile, intollerabile, deplorevole e, se volete, difficilmente digeribile.

    Comprendo pure che la cultura ( e dalle nostre parti, nessuno si offenda, ne abbiamo bisogno) sta diventando un optional, un’accessorio quasi inutile, un’appendice fastidiosa da eliminare, possibilmente chirurgicamente: questo potrebbe spiegare il taglio!?

    Il tutto, mentre prende il sopravvento il superfluo, la leggerezza, l”effimero”, il divertimento tout-court e l’apparire quale nuovo simbolo dell’esistenza umana.

    Non più la religione quale oppio dei popoli bensì i “decibel” che ottundono il sensorio e non lasciano spazio al pensiero. Non più il cogito ergo sum, ma il sound ergo sum.

    Certo questi non sono discorsi da affrontare dopo aver mangiato un polpettone ripieno (anche se la  classe dirigente è diventata una classe digerente) ma, scusatemi, l’emergenza studio ha le sue priorità e necessita che se ne parli.

    Pensare di creare difficoltà, ostacoli, a chi ne ha fin troppi, manda in tilt il mio già provato ecosistema cerebrale e ritenendo, per mia natura, di essere un “epilettico mancato” spero cosi, riuscirete a comprendere lo stato di agitazione che mi ha provocato la notizia.

    Ho inoltre un rapporto quasi viscerale con i libri e con lo studio, ed il solo pensiero che si possa impedire (anche ad una sola persona) un suo diritto naturale ed irrinunciabile, la cosa mi manda in bestia. Non sarò “normale” o “adeguato al sistema” e non faccio parte del “programmabile” e del “politicamente corretto” e dunque mi scuserete.

    Qui torna, preponderatamente, la responsabilità politica alla quale io mi rifaccio, richiamando tutti coloro che posseggono gli strumenti “adeguati” per attivarsi alla soluzione del problema.

    E’ un problema vitale quello del diritto allo studio, cosi come lo è il mangiare, il dormire e la salute.

    Le scuole presto riapriranno i battenti ed il tempo a disposizione, dunque, non è molto e pertanto gli interventi che si riterranno opportuni dovranno essere celeri e tempestivi.

    In seguito, si potrà pensare ad una soluzione adeguata per Paterriti ma oggi non si può derogare dalle responsabilità.

    Consentite pure di dire che nutro qualche perplessità, visto la scarsa considerazione che si ha ormai per la scuola e per l’altrettanta scarsa considerazione che ho per un certo modo di “far politica”.

    Politica che, non mi stancherò mai di ripeterlo, è finita in mano a nani, cabarettisti, clown ed aspiranti comici.

    Perle date in pasto ai porci, verrebbe istintivamente da dire, pensando a chi l’ “ignaro cittadino” ha affidato in sorte il suo destino, se non fosse per qualche “sporadica intelligenza” (leggasi il nostro Sindaco) che lotta giornalmente per la crescita ed il benessere della nostra comunità.

    E’ a queste persone di buona volontà alle quali rivolgo il mio appello per salvare ciò che sta alla base della dignità umana: la conoscenza, il sapere, la cultura.
    Antonio Nicolò – Capogruppo di Alleanza Nazionale