
di Pino Rotta, Direttore Helios Magazine – Sicurezza – Una gaffe? Speriamolo! Il Sindaco Scopelliti tenta di stare in equilibrio sulla corda tesa della sicurezza ma fa uno scivolone! Dopo il rogo di un locale sul Viale Aldo Moro, che sembrerebbe un “regolamento di conti” interno alle cosche, Scopelliti
dichiara: “Questa è una città sicura sotto tantissimi punti di vista. La gente a Reggio può passeggiare serenamente la notte. C’è la criminalità organizzata che, comunque, è un fenomeno che va fronteggiato. Il problema è legato alla mafia ma tocca i cittadini solo attraverso questi episodi” (Calabria Ora -15 agosto u.s.).
Brutto scivolone, carissimo Signor Sindaco! E’ proprio questa mentalità che spesso vanifica gli imponenti sforzi investigativi e repressivi dello Stato.
La “città serena” non assiste al regolamento di conti interno alla ‘ndrangheta ma è impotente davanti al salto di qualità criminale. La criminalità controlla, quasi totalmente e direttamente, l’economia della città, il pizzo è storia di altri tempi. E questo tocca, eccome, i cittadini!
Reggio è una delle città con prezzi al consumo più alti in Italia, a Reggio non si produce nulla ma dilagano il commercio, assieme ai debiti non pagati e la mortalità d’impresa.
Tutto questo ci tocca, ci tocca nelle tasche, nella libertà e dignità di uomini liberi e morali!
Concordiamo con il Sindaco Scopelliti quando dice “i militari in mezzo alle strade non servono molto. A noi serve l’intelligence.”.
All’On.le Lumia, stimato rappresentante dei DS, ai tempi del primo Governo Prodi, che spiegava a Reggio che cos’era la ‘ndrangheta, abbiamo detto che sapevamo già cos’era e che dal suo Governo volevamo soluzioni per distruggere questo grumo di parassiti sanguinari.
La lotta alla criminalità non accettiamo che abbia colore politico, per questo oggi al carissimo Sindaco Scopelliti diciamo di rivolgere i suoi appelli a Roma ai suoi referenti di partito e di Governo.
Certo speriamo che il messaggio che porterà a Roma non sia quello della città che non è toccata dalla criminalità, altrimenti non riusciremmo proprio a capire più di quale “intelligence” avremmo bisogno.




