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Home RUBRICHE Storie

La storia di Luigi Rende, la storia di un uomo

1 Agosto 2008
in Storie
Tempo di lettura: 2 minuti
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di Claudio Cordova
Faceva caldo un anno fa.
Faceva caldo come fa caldo oggi, ma, quel primo agosto di un anno fa non era giorno normale, non era soltanto una mattina afosa, incastonata nel cuore della stagione estiva.

In quel primo agosto, esattamente 365 giorni fa, succede una cosa.

Una cosa brutta.

 
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Luigi Rende è un ragazzo di 31 anni, ha da poco salutato la moglie Angela e la bimba di appena due anni, Sharon: quella è la sua prima mattina di lavoro, di ritorno dalle ferie. Fa il vigilante, il suo compito è quello di assicurarsi che il portavalori della Sicurtrasport che gli è stato affidato depositi regolarmente il proprio carico presso l’ufficio postale di via Ecce Homo, nella zona sud della città, a pochi metri dallo stadio “Granillo”: è un compito delicato, anche se può sembrare solo un’operazione di routine.

Il silenzio di quella mattina estiva viene spezzato ben presto: attaccano in sei, vogliono i soldi e pensano di ottenerli senza alcun problema.

Si sbagliano.

Luigi Rende apre il fuoco, il suo compito è quello di difendere il portavalori e ha tutta l’intenzione di portarlo avanti fino in fondo. Tre banditi vengono feriti, ma la lotta è impari: ad aiutare Luigi c’è solo il collega Nino Siclari. Nonostante ciò il commando, decimato, è costretto alla fuga, ma uno dei banditi, nel conflitto a fuoco, colpisce a morte Luigi che si accascia sul sedile del furgone: la rapina fallisce, ma il prezzo che paga la famiglia è altissimo.

La notizia si diffonde, a macchia d’olio, in tutta la città: monta la rabbia. Reggio Calabria, come sempre nelle situazioni critiche, rompe l’indifferenza che troppo spesso la contraddistingue e mostra il proprio vero volto, fatto di orgoglio e umanità. Pochi giorni dopo, ai funerali di Luigi Rende, un bagno di folla abbraccia, per l’ultima volta, il proprio eroe: ci sono tutte le autorità, ma, soprattutto, c’è tanta gente. Anche chi non conosceva Luigi non può perdere l’occasione di essere vicino alla famiglia, straziata dal dolore, di salutare un ragazzo di 31 anni, un uomo, che ha sacrificato il proprio, splendido, futuro nel nome del coraggio, dando un calcio al lassismo e alla collusione a Reggio Calabria, proprio qui dove “non arrivano gli angeli”.

E’ trascorso un anno dalla tragedia, ma è impossibile dimenticare: ai funerali l’atmosfera è da brividi: qualcuno piange, qualcun altro applaude, c’è chi deposita fiori e chi resta in silenzio.

Ma sono tutti lì per dire a Luigi quella parola, forse banale, che però vale più di tanti discorsi: “Grazie”.
da www.claudiocordova.wordpress.com

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