di Antonino Monteleone foto Franco Cufari– Oltre dieci autovetture (delle quali una completamente ribaltata) danneggiate, infissi in frantumi fino ai piani alti di quasi tutti i palazzi vicini, capovolti i cassonetti che si trovavano dalla parte opposta. Fumo denso ed odore acre avvolgono una fetta del quartiere più popoloso della città. Il più assoggettato alla pressione mafiosa.
La chiamata via radio giunge nelle auto di tutte le volanti disponibili ad intervenire proprio mentre nella zona del “Rione Modena” i Vigli del Fuoco hanno appena domato le fiamme che hanno incenerito due autovetture.
Tutto secondo il copione della orrenda quotidianità che si vive in questo territorio.
“Una bomba al Viale Aldo Moro” è l’esclamazione degli agenti che si precipitano sul posto.
Lo scenario è di quelli mai visti forse negli ultimi dieci anni. Un’esplosione violentissima ha squartato interamente il pianterreno della palazzina tra Via Soccoro e Viale Aldo Moro che ospitava i locali della pizzeria Dolce Sapore.
A diverse decine di metri dall’esplosione marmo, calcinacci, mattoni scagliati dalla forza della deflagrazione che ha svegliato mezza città.
“Bastardo Reggio, questa non è vita“è l’urlo di disperazione di una familiare dei proprietari dell’esercizio commerciale che da poco aveva ultimato dei lavori di ristrutturazione.
Un salto di qualità che ha un prezzo da pagare, che si chiama pizzo. Quello che pagano il 70% dei commercianti. Che ti lascia dormire tranquillo senza dover badare a saracinesche o costosi sistemi di allarme o servizi di vigilanza.
L’esplosione non ha provocato feriti ma un’ambulanza è comunque intervenuta a prestare assistenza a quelle persone, soprattutto anziani, che hanno subito un comprensibile shock a causa del boato.
Gli artificieri giunti sul posto hanno preso atto dell’alto potenziale dell’ordigno utilizzato e sono in corso accertamenti per determinare la natura dell’esplosivo utilizzato. Anche se non viene esclusa l’ipotesi di un massiccio impiego di liquido infiammabile.
A prescindere dal materiale impiegato è certo che questa volta si è alzato, pericolosamente, il tiro. Questa volta le conseguenze sarebbero potute essere ben peggiori di quanto ipotizzabile. Erano anni che non si vedeva qualcosa di simile.
I Vigili del Fuoco hanno impiegato più di 90 minuti a domare le fiamme sprigionate dai locali completamente distrutti.
L’egemonia mafiosa della zona Sud di Reggio Calabria
Non è servito a nulla decapitare, con l’operazione della DDA “Gebbione”, i vertici della cosca Labate notoriamente egemone in quella porzione di territorio specializzata nel mantenerne il controllo con un severo regime di racket.
Un lavoro ben fatto. Un segnale forte e chiaro per le decine di persone che si sono riversate in strada. Occhi sbarrati e bocche cucite. Anzi bisbigli che non scalfiscono neanche un po’ la cortina di silenzio che a partire da questa stessa mattina produrrà ancora i suoi effetti.
Il mantenimento del controllo, l’intimidazione della cittadinanza, il vergognoso accumulo di capitali illeciti.
E’ la ‘ndrangheta, bellezza!




