SCOPELLITI METTE UNA PEZZA AD UNA SEDUTA CONSILIARE IMBARAZZANTE
di Giusva Branca
La gente non condivide.
Ma, prima ancora, le gente non capisce. E scrive in redazione.
Dedicare una – rovente – seduta del Consiglio comunale alla proposta di intitolare piazza del popolo a Giorgio Almirante è parso a tanti una sorta di certificazione di quanto la politica sia spesso lontana dalle istanze della gente.
Solo la mediazione di Scopelliti è riuscita ad evitare che la seduta si attorcigliasse su sè stessa riportando sui binari della logica le dinamiche di una politica dalla quale la gente si attende risposte concrete.
Da che mondo è mondo l’intitolazione di una via è questione delegata all’apposita commissione toponomastica, mentre da noi finisce in Aula.
Sarà un caso che il Presidente del Consiglio e tutti i vicepresidenti fossero assenti?
Sarà un caso che un attimo prima che la questione finisse ai voti – con esiti probabilmente imbarazzanti – solo la lungimiranza politica del Sindaco ha ricondotto ogni cosa alla logica rimandando la proposta ad apposita commissione unitamente ad analoga analisi relativa ad altre ipotesi di intitolazione?
Naturalmente – e prevenendo un clichè di risposta ormai noto – chiariamo che la convocazione del Consiglio era obbligata vista la richiesta, a sua volta legittima, di 13 consiglieri.
Tutto secondo norma, ma la norma consente (la proposta, non la convocazione), non obbliga.
Le scelte di merito e di opportunità, poi, dipendono dal buon senso.
E, come in una funzione matematica, dalla quantità di utilizzo di questo dipende lo spessore dell’Assemblea.




