• Pronti alla nuova maxi stangata

    NUOVO AUMENTO DELLE BOLLETTE DI LUCE E GAS
    lucegas.jpgDal prossimo primo luglio le forniture tipo alle famiglie registreranno, infatti, incrementi del 4,3% per l’energia elettrica e del 4,7% per il gas. Lo rende noto l’Authority per l’energia rilevando come ”l’elevata dipendenza del sistema energetico italiano dagli idrocarburi” continui ad ”incidere fortemente sulle bollette dell’energia elettrica e del gas”. Il caro-petrolio, osserva l’Autorità, ”con l’eccezionale incremento delle quotazioni internazionali, ha infatti pesato notevolmente anche sull’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento fissate dall’Autorità per il terzo trimestre 2008”.


    Gli aumenti delle bollette registrati nei primi 6 mesi dell’anno (+8% per l’energia elettrica e +7% per il gas), si legge nella nota dell’Authority, ”sono stati comunque più contenuti del ‘balzo’ del prezzo del petrolio (+51% in dollari e + 42% in euro) nello stesso periodo; ciò anche per effetto della costante diminuzione delle tariffe di trasporto e distribuzione fissate dall’Autorità e per le sue azioni tese a limitare il peso degli ‘oneri di sistema’ per l’energia elettrica”.

    L’Autorità ha comunque comunicato che contro il caro-bolletta è in arrivo un bonus sociale per famiglie e malati che devono utilizzare terapie ad alto consumo di energia. Il bonus "verrà attivato con il quarto trimestre dell’anno; per la sua applicazione è prevista la collaborazione dei Comuni, per la quale si stanno mettendo a punto le necessarie modalità operative. In ogni caso il meccanismo avrà effetto retroattivo, con bonus per tutto il 2008 e, a regime, potrà riguardare circa 5 milioni di famiglie, con ‘sconti’ fino a 120 euro/anno per i nuclei più numerosi".

    Lo tsunami-petrolio si abbatte ancora e drammaticamente sul nostro sistema energetico e sulle bollette di tutti noi consumatori – afferma in una nota il presidente dell’Autorità per l’energia, Alessandro Ortis – siamo ancora particolarmente vulnerabili all’andamento delle quotazioni internazionali del greggio e del gas”.

    L’Italia, infatti, sottolinea Ortis, ”dipende dall’estero per oltre l’85% del suo fabbisogno energetico; inoltre, in assenza di nucleare, con uno scarso utilizzo del carbone e con un limitato contributo da rinnovabili competitive, oltre il 60% dell’energia elettrica è prodotto usando gas”.

    Purtroppo, aggiunge Ortis, ”in queste condizioni e in attesa che il mix di coperture nazionali diventi meno petrolio-dipendente, è frustrante constatare che vengono sommersi i primi e comunque irrinunciabili vantaggi già acquisiti con l’apertura dei mercati alla concorrenza e con la riduzione delle tariffe di trasporto e distribuzione dell’energia. Senza questi primi vantaggi, peraltro migliorabili con il completamento delle liberalizzazioni lato offerta, gli aumenti sarebbero stati superiori”.

    Adoc, Codacons e le Associazioni dei consumatori europee intanto hanno proclamato una protesta contro il caro petrolio. In particolare, per il 29 giugno è stato indetto lo sciopero europeo dell’energia ‘Kick Oil’, in tutti i Paesi europei. Domenica prossima, quindi, dalle 20.45, ora d’inizio della finale degli Europei di calcio, i cittadini saranno invitati a spegnere tutte le luci e le altre fonti d’energia, lasciando accesi solo i televisori. Con questa protesta simbolica le associazioni intendono chiedere a gran voce tre provvedimenti: la riduzione delle accise sui carburanti del 15% in tutti i Paesi dell’Ue; l’adozione di nuove politiche energetiche e il pagamento in euro del petrolio.

    (www.adnkronos.it)

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