''L'attentato ai miei danni del febbraio 2004 a Bova Marina è stato un tentativo di eliminarmi perchè di ostacolo ad alcuni disegni politici''. A dirlo è stato il leader nazionale de I Socialisti, Saverio Zavettieri, al termine del suo interrogatorio come ''persona informata sui fatti'' davanti ai magistrati della Dda di Reggio Calabria, Franco Scuderi, Mario Andrigo e Marco Colamonici, gli stessi che indagano sull'omicidio di Francesco Fortugno. ''Un approfondimento – ha aggiunto – ha riguardato la situazione della sanita' nella locride rispetto a situazioni specifiche dell'Aism, la struttura specialistica
di Bova Marina. Abbiamo parlato anche degli interessi che eventualmente condizionano passaggi da un campo all'altro senza che siano determinati da fatti politici pubblici. Quando ciò avviene vuol dire che ci sono interessi poco chiari che lasciano vecchi referenti per nuovi referenti''. Su eventuali collegamenti tra l'attentato subito e l'omicidio Fortugno, Zavettieri ha detto di ''non credere che i procedimenti siano stati unificati. Diciamo che sono osservati assieme per gli elementi di similitudine, tra cui quello ambientale, in un'area nella quale la pressione esterna verso le istituzioni è molto forte e dove la spesa pubblica e' tutto''. ''Inoltre – ha aggiunto – ci sono altri due elementi non confutabili, la mancanza di preavviso degli attentati politici ed il segnale ai presidenti della Regione del tempo: nel mio caso a Chiaravalloti, il secondo diretto a Loiero che, per sua stessa ammissione, è intervenuto a far eleggere Fortugno. Come qualcuno dice non saranno stati rispettati gli impegni, allora si tratta di vedere chi ha assunto questi impegni''. (ANSA).




