Dopo anni di attesa, stamane il taglio del nastro.
In una Calabria che affonda, per una volta la notizia è di quelle buone, di quelle che si riverberano immediatamente – ed in positivo- sulla qualità della vita, sulle dinamiche quotidiane della gente comune; per anni simbolo del degrado di una Reggio che affondava ogni giorno di più nella melma prodotta da sè stessa e dalla Calabria intera, l'Ospedale "Morelli", nuovo di zecca, con al suo interno le più
moderne e sofisticate apparecchiature torna a servire la porzione forse più ampia del territorio reggino, quella zona Sud che negli anni è leteralmente esplosa sul piano demografico ed urbanistico senza che, però, di pari passo crescessero, in numero e qualità anche le infrastrutture, i servizi.
Ma il dato che rende, a suo modo, storica la giornata di oggi, va ben oltre il pur importantissimo riferimento in termini di opere realizzate: il nuovo "Morelli" è la prova provata di una politica che, per una volta, si è mossa, negli anni, con le dinamiche tipiche e proprie alla politica stessa, almeno secondo l'accezione più nobile del termine. Centrodestra e centrosinistra negli anni si sono dati il
cambio in una sorta di passaggio del testimone tanto opportuno quanto – finalmente- eticamente corretto; il tutto nell'interesse collettivo, in maniera evidentemente finalizzata a ciò per cui la politica esiste.
Alla politica calabrese oggi diciamo "brava", anche se una vocina maligna si chiede e ci chiede…."e perchè non sempre…?"
Giusva Branca




