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    Regione, i Ds pronti all’appoggio esterno

    consiglio_regionaleIl malessere è più grave di quanto qualcuno non cerchi di farlo apparire. I ferri, tra Loiero ed i Ds, se ancora non sono corti, poco ci manca e, soprattutto, la posizione rigida assunta dal maggior partito di centrosinistra del Paese, è avallata da Piero Fassino, che ieri lo ha ribadito a chiare lettere a Roma a Carlo Guccione, segretario regionale dei ds.
    Ma non si tratta di un malessere improvviso, né, tantomeno passeggero.


    Era estate, quanto, tra una cabina di regia ed un’altra un nodo in particolare venne al pettine, quello dei fondi comunitari.
    Il Presidente Loiero, già allora “apolide” e non in quota ufficiale ad alcun partito, insisteva per creare un assessorato apposito ai fondi comunitari, con delega da assegnare ad un uomo “suo”.
    I diessini – che evidentemente fessi non si sentono- si irrigidiscono e non se ne fa nulla, sull’accordo che la delicatissima tematica (non foss’altro per la gestione di ingenti risorse che comporta) restasse nella sfera diretta del Presidente.
    Passano i mesi ed il nodo si sposta sul direttore generale da nominare; Loiero spinge, ancora, per un uomo “suo”, ma i ds, nel frattempo, fessi non lo sono diventati e comprendono agevolmente che si tratta di un sistema per fare rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta. Ed ecco che, allora si sfiora la rottura. Guccione ne parla direttamente con Fassino ed ottiene via libera, così l’aut aut è confezionato. O, entro sabato, Loiero torna a più miti consigli o i ds usciranno dalla Giunta, anche perché della famosa cabina di regia non c’è più traccia ed il Governatore, dopo la composizione della giunta-bis, è tornato “un uomo solo al comando”.
    Ma questa è un’altra storia…