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    Il Procuratore di Locri: “Fortugno non denunciò nulla sull’ASL”

    locriaslFuga dalle responsabilità o, se più vi piace, puntini sugli “i”.
    Mano a mano che si alzano coperchi sul caso-Fortugno viene voglia di rimetterli a posto, anche perché si fa fatica a mettere dei punti fermi sull’accaduto.
    Soprattutto nel momento in cui le indagini sul fatto di sangue necessariamente si intrecciano con quelle torbide relative alla gestione dell’Asl di Locri.
    E così il Procuratore Nazionale Antimafia, Grasso, si produce in un difficile slalom tra la sostanza (che lo ha visto rimandare al mittente la richiesta di avocazione


    delle indagini da parte della vedova Fortugno, l’onorevole Laganà) e la forma (con continue dichiarazioni rassicuranti circa la collaborazione tra Procure condite da sorrisi e strette di mano tra colleghi).
    Intanto, però, a proposito di punti fermi che tanto fermi non sono, il Procuratore di Locri, Giuseppe Carbone, rimanda al mittente le accuse di carenze investigative relative all’Asl locrese. “Fortugno non denunciò nulla” – ha tuonato Carbone, precisando che “non esiste alcun atto giacente, quindi non c’è mai stata alcuna carenza investigativa, visto che non abbiamo mai ricevuto denunce da parte di Fortugno che potessero costituire lo spunto per eventuali inchieste”.
    Fino a ieri si sapeva il contrario.