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    C’è molta Calabria in questa Italia

    perrottazzurroMescolare valutazioni politiche e sociologiche a dinamiche, tutto sommato banali, calcistiche non mi è mai piaciuto.
    E però l’Italia – piaccia o no- sta in piedi anche su queste cose.
    Ed allora gli azzurri in finale rappresentano l’Italia, dalle Alpi alle Piramidi, molto più di mille altre Istituzioni.
    Ed in questa Italia che domenica prossima si giocherà per la quarta volta dal 1970 la finale dei Mondiali c’è molto Sud e molta Calabria.
    Il capitano napoletano Cannavaro ed i match winner delle ultime partite – i romani Totti e Grosso- sono l’emblema di un centro-sud che resta attaccato con i denti al tricolore.


    Il Sud del Sud, si diceva una volta, è la Calabria.
    Quella Calabria che ieri, per la prima volta nella sua storia calcistica, ha visto in campo in una semifinale mondiale tre suoi figli: Gattuso, Perrotta e Iaquinta.
    A dire il vero c’è anche un bel po’ di Reggina in questa Nazionale.
    C’è la Reggina di Pirlo, solo una stagione in amaranto, ma certamente la più emozionante della storia, quella del primo anno di A e c’è, soprattutto, la Reggina di Simone Perrotta, un “figlio del S.Agata” che da Viale delle Industrie va a giocarsi la coppa a Berlino.
    In un mondo segnato dai successi, dal “dentro o fuori”, dal “conta solo chi vince, gli altri non esistono”, anche queste sono piccole grandi soddisfazioni.