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Bova: “No alla devolution”

15 Giugno 2006
in Storie
Tempo di lettura: 2 minuti
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giuseppe_bova_250

Tramite l'agenzia di stampa del Consiglio regionale della Calabria, Calabriainforma, il  Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Bova, aderisce alla battaglia referendaria per il “no” alla devolution. Ed è per questo che ha deciso di partecipare alla grande assemblea degli amministratori locali e delle forze sociali, promossa dai presidenti delle Province di Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia.

L’iniziativa di Cosenza ha rappresentato l’occasione per ribadire il valore supremo della Costituzione repubblicana, che dovrà essere aggiornata e non demolita.
Il presidente Bova spiega così il motivo della sua scelta: “La mia adesione deriva da una fortissima convinzione personale, ma anche dalla volontà di onorare la decisione del Consiglio regionale, che il 6 dicembre scorso, uno fra i primi in Italia, ha licenziato all’unanimità la richiesta di referendum sulla riforma costituzionale”.
Secondo il Presidente dell’Assemblea legislativa calabrese, “quella che introduce la devolution è una riforma iniqua, che inasprisce le disuguaglianze tra i cittadini del Nord e del Sud e crea una fortissima e inaccettabile limitazione di diritti costituzionalmente riconosciuti. Le regioni ricche diventeranno sempre più ricche e quelle povere sempre più povere”. In particolare, per l’on. Bova, “con la devolution si profila un futuro in cui ogni Regione avrà una sanità diversa, un sistema d’istruzione diverso, un diverso livello di sicurezza per i cittadini. Tutto questo noi non possiamo accettarlo: quale Calabria consegneremo ai nostri figli, se non saremo nelle condizioni di garantire loro la possibilità di curarsi in ospedali efficienti e di studiare in buone scuole?”.

La riforma costituzionale, se dovesse passare, “arrecherebbe danni irreparabili agli equilibri del Paese, creando una situazione drammatica per milioni di italiani già alle prese con una situazione sociale ed economica insostenibile. Occorre bloccare subito la devolution – conclude il presidente Bova -, costruendo un futuro che garantisca maggiori opportunità a tutti, salvaguardando la Costituzione ed il principio di eguaglianza tra i cittadini, che rappresenta uno dei pilastri su cui si fonda l’ordinamento democratico dell’Italia”.

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