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    E Moggi sequestrò Paparesta…

    moggibisI "rumors" degli addetti ai lavori avevano avviato i "tam tam" fin da subito.
    Il 6 novembre del 2004 al "Granillo" successe qualcosa di strano.
    Qualcosa di insolito prima in campo, con la Juve sconfitta per la prima volta
    in campionato dalla Reggina e lamentosa per via di una rete (poi dimostrata irregolare)
    annullatale in pieno recupero.
    Ma i "bene informati", da subito, parlavano di un fine gara
    molto strano oltre che burrascoso, con il front office bianconero letteralmente
    furibondo nei confronti di Paparesta e, soprattutto, del guardalinee Copelli.
    Copelli stesso confidò con non poco stupore ed anche un pò d'imbarazzo l'accaduto
    a qualcuno il giorno dopo in aereo, verso casa (la gara fu in notturna), negli ambienti
    calcistici la cosa circolò per un pò, ammantata di leggenda, ma poi finì lì.
    Dagli atti che stanno facendo tremare dalle fondamenta il mondo del calcio italiano
    ora emerge in maniera inconfutabile che quei "rumors" tutto erano tranne che fantasia:
    Dell'accaduto parlano telefonicamente l'osservatore arbitrale Ingargiola ed il Presidente
    degli arbitri italiani, Lanese:


    Ingargiola: "Cumpà, quello che ho visto io in vita mia non l'ho mai vista una cosa
    del genere, cioè entrano Moggi e Giraudo…Moggi lo minaccia col dito, col dito agli
    occhi… Tu sei scandaloso, come è scandaloso il rigore che non hai dato.
    A Paparesta gli ha detto: con te non abbiamo fortuna, almeno tu sei quello di
    sempre…io gli ho detto a lui (riferendosi evidentemente a Paparesta):
    ma tu di queste cose…Dice: acqua in bocca, mi fa, acqua in bocca per tutti…
    ripeto a me nun me ne frega niente. Io non ho visto e non ho sentito, sono cose vostre…".

    Lanese: "…problemi vostri sono, è logico, io non c'ero, io non c'ero…
    Ingargiola: "…Io non ho visto e non ho fatto niente, io mi sono andato…
    quando questi sono andati a minacciare, io sono andato dentro il bagno…"
    Lanese: "bravo, bravo, bravo".

    Ricapitoliamo: quanto circolato negli ambienti vicini alle società subito dopo la gara
    non solo è vero, ma vede come spettatore il funzionario dell'Aia che, per non correre
    rischi si rifugia nel bagno e lo stesso Paparesta che si affanna a predicare "acqua in
    bocca".

    Ma c'è di più: In un'altra telefonata, la stessa giornata, Moggi parla con una donna.
    Moggi: "Ho chiuso l'arbitro nello spogliatoio e mi sono portato le chiavi in aeroporto…
    ora li apriranno! Butteranno giù la porta..".

    Successivamente Moggi al telefono commenta con il giornalista Damascelli
     "…Sono entrato nello spogliatoio, li ho fatti neri tutti quanti! Poi li ho chiusi a
    chiave e volevo portare via le chiavi, me le hanno levate, se no le portavo via".

    Infine quattro giorni dopo Moggi parla a telefono con Lanese: Lanese: "lo so, non mi dire,
    cioè io so tutto perchè l'osservatore è un mio amico e m'ha detto che t'ha visto entrare,
    cosa gli hai detto, dice io che devo fare? Tu, gli ho detto, non c'ero e ti fai i c… tuoi"
    Eh, eh, giusto?".

    Ma di queste scene, da parte di dirigenti o calciatori delle grandi nei confronti degli
    arbitri se ne vedono tutte le domeniche, o quasi.
    Oggi l'Italia è stupita!