La notte del 31 dicembre 1999 (chi non la ricorda?) l’Italia ed il resto del mondo tiravano un sospiro di sollievo allo scoccare della mezza notte. Nessun black-out, nessun millennium bag. La notte del 31 dicembre 2006 un’altra attesa, forse, un altro sospiro. Ma a spegnersi per sempre, questa volta, dovrebbe essere solo un elettrodomestico, uno soltanto.
Peccato però che non parliamo di uno spremiagrumi o del più moderno ritrovato di alta tecnologia. No, ad interrompersi e a dare un ultimo saluto d’addio, questa volta, dovrebbe essere lo strumento più diffuso e irrinunciabile, quello che neanche il computer è ancora riuscito a superare. La migliore amica-nemica dell’uomo, quella che tra plausi e valanghe di polemiche si è conquistata negli anni un posto caldo e comodo nelle case degli italiani: la tv o, per essere più precisi, quella di più larga diffusione legata alla ricezione analogica del segnale. Secondo Adiconsum e MDC, dal 31 dicembre 2006 ventuno milioni di famiglie italiane dovranno letteralmente buttare i propri televisori analogici (43 milioni), per altro ancora in vendita, privi di decoder. E già, perché, in base agli accordi, allo scoccare della mezzanotte il vecchio e obsoleto segnale dovrebbe essere interrotto e sostituito dal digitale terrestre, di nuova e moderna concezione, con maggiore risoluzione (per i non addetti spieghiamo: permette una visione più nitida) e soprattutto strumento idoneo, per dimensioni e capacità, ad abbattere quel duopolio Rai-Mediaset mai superato. Dalla legge Maccanico, alla Mammì sino alla più recente Gasparri, si è discusso e dibattuto, sono stati trovati (per non dire inventati) cavilli e addotte interpretazioni normative di alta giurisprudenza ma, alla fine dei conti, lo scenario è rimasto immutato. L’acquisto del digitale terrestre (o te lo compri o la tv la puoi spegnere) graverebbe sulle famiglie con un costo pari a circa 130 – 150 euro, per un totale nazionale di 2 miliardi di euro, e, questo, come confermato dall’Istat, proprio in periodo di recessione. Oltre il 10% dello stipendio medio mensile (chi ce l’ha) di un lavoratore. Per Meocci, attuale Presidente Rai, l’unica soluzione possibile è che il Parlamento conceda un aumento di 5-6 euro sul canone annuale della tv di Stato. Altrimenti, il buco di oltre 300 mila euro nel bilancio di mamma Rai, non consentirebbe il passaggio al segnale digitale terrestre e si dovrebbe attendere ancora per lo spegnimento dell’analogico. Affermazione sorprendente considerato che pochi mesi fa l’uscente Cattaneo si era gloriato di un attivo sul bilancio di oltre 80 milioni di euro.Una voce fuori dal coro quella di Murdoch che, pro domo sua, inveendo contro il digitale terrestre e definendo gli incentivi per la sua diffusione un aiuto statale distorsivo della sana concorrenza, propose a suo tempo a Berlusconi di introdurre in Finanziaria dei Bonus da destinare agli abbonamenti del ricevitore satellitare. Cara tv amata e odiata. Che ha contribuito all’alfabetizzazione delle masse ma diffuso la cultura dell’ignoranza da reality; che ha dettato nuovi e moderni costumi dell’Italia, portato la montagna da Maometto ma creato ideali distorti di pigrizia e violenza, volgarizzazione dl linguaggio, indolenza, anoressia e nuovi obesi. Ha mostrato il mondo, ha aperto l’accesso a chi vuole ma non può vedere. Ha stordito gli elettori a panem et circensem. Ha riunito le famiglie ma azzerato il dialogo. Ha dato a tal de tali, per un’apparizione di 5 minuti, lo stipendio che un operaio può solo limitarsi a sognare di guadagnarlo in tutta una vita. Cara tv che allontana anche chi la fa, ma soprattutto, a quanto pare, chi la paga e la mantiene. Considerato che il Presidente del Consiglio (chiamato il 22 dicembre scorso dall’Autorithy per la concorrenza a rispondere delle insinuazioni nate con l'interrogazione parlamentare del deputato della Margherita Giorgio Merlo sul fatto che la principale industria produttrice di decoder per il digitale terrestre in Italia fosse di proprietà del fratello Paolo) ha risposto: "di non essere mai stato a conoscenza che suo fratello si trovasse a capo di una azienda che produce e vende decoder e, comunque, di non essersi mai interessato dell'argomento". E’ proprio vero che a tavola le famiglie non parlano più. Silenzio: c’è il popolo della De Filippi che chiacchiera. Chissà che tra un corteggiamento e l’altro non dicano anche qualcosa di intelligente.




