
di Dario Lo Cascio – Sembra giunta definitivamente al termine la collaborazione tra l’Ato Messina 2 e la Gesenu, la società di Perugia che aveva ricevuto in appalto la gestione della raccolta dei rifiuti. La stessa Gesenu aveva dato in subappalto ad altre cinque ditte, ma tutti i contratti sono stati sciolti. La società umbra ha annunciato che i 306 dipendenti attualmente sotto contratto saranno considerati licenziati a partire da giovedì 1° aprile, nonostante la richiesta di continuare ancora per questo mese la raccolta.
Ovviamente il lavoro non sarà più garantito neanche dalle ditte subappaltatrici. Immediata la reazione dei sindaci, con in testa Candeloro Nania, primo cittadino di Barcellona. Nania ha infatti inviato alla Regione una richiesta di nomina di un commissario. “Non credo ci siano alternative a questa soluzione,” dichiara Nania “perché lo scioglimento degli Ato disposto dall’ultima legge regionale, con la riduzione ad un unico consorzio provinciale, neanche l’attuale consiglio di amministrazione della società può prendere iniziative in merito alla prosecuzione del servizio di raccolta. Né tantomeno i singoli comuni, in questa fase di transizione tra un sistema e l’altro, hanno le risorse economiche ed organizzative per garantire l’attività di raccolta e la salvaguardia dei posti di lavoro.” Anche il presidente dell’AtoMe2, Salvatore Re, spinge per il commissariamento. Sarà infatti il commissario ad individuare un’altra impresa in grado di garantire il servizio di raccolta dei rifiuti ed assicuri il lavoro dei dipendenti. Appoggiano questa linea anche i sindacati.
Ad oggi però c’è confusione su chi effettivamente si dovrà incaricare della raccolta da giovedì. Se l’Ato era pronta a riaffidare le operazioni alle cinque ditte subappaltatrici, secondo una delibera del prefetto Francesco Alecci, devono essere i sindaci dei 38 comuni coinvolti a gestire la raccolta. “Credo,” afferma l’ing. Salvatore Re “che in assenza di chiare indicazioni per poter procedere all’affidamento diretto a ditte private saremo costretti entro domani a demandare i compiti ai comuni ai quali tornerà l’onere della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Noi continueremo a riscuotere la tariffa e girare poi i fondi ad ogni singolo Comune.”
A proposito della tariffa, in questi giorni vengono consegnate ai cittadini le bollette della TIA (tariffa di igiene ambientale), relative ai primi quattro mesi del 2010. Però le cifre da pagare non sarebbero ancora una volta corrette, in quanto non derivanti da un preciso accordo tra Ato e Comuni.




