
di Peppe Caridi – I Nebrodi continuano a franare: un grosso smottamento sta colpendo il grazioso paese di Caronia, nel Messinese, dove 105 persone sono evacuate da oltre 36 ore.
Anche Caronia sorge su una collina nebroidea in Provincia di Messina molto vicino alla provincia di Palermo, nel Messinese Tirrenco, e il paese è situato su una rocca panoramica con splendida vista sulle isole Eolie. Caronia e San Fratello distano appena 10 chilometri.
Nella notte tra lunedì e martedì, sulla collina che sovrasta il paese il terreno ha iniziato a scivolare a valle. La frana continua a muoversi a 7cm/h su un fronte di 800 metri in un’area di 50 ettari.
In tutto sono evacuate 105 persone appartenenti a 32 famiglie.

Tutti i Nebrodi sono letteralmente devastati dal dissesto idrogeologico mentre nel Messinese Jonico, sui Peloritani, sono ancora visibili le ferite dell’alluvione dello scorso 1° ottobre che tra Giampilieri e Scaletta Zanclea ha provocato la morte di 37 persone.
L’area Nebroideo-Peloritana ha subito oltre mille frane da ottobre a febbraio, di cui 250 solo nelle ultime tre settimane.
Questo tipo di fenomeni sono provocati da uno straordinario trend pluviometrico che da anni interessa l’area con piogge eccezionalmente violente e frequenti.

Caronia è quello stesso paese che qualche anno fa era venuto alla ribalta delle cronache nazional per gli strani fenomeni di improvvisi incendi nelle case, tutt’ora misteriosi e inecifrati dai centinaia di scienziati che negli ultimi anni hanno visitato il paese.
Per colpa delle frane, le contrade Lineri e Riccho sono deserte e anche la scuola media è stata chiusa. Gli abitanti sono fuggiti nottetempo mentre i muri delle loro case scricchiolavano. Gli evacuati si sono ricoverati da amici e parenti, ma per chi non ha dove andare il Comune ha messo a disposizione un albergo a Caronia Marina, la frazione più sicura del comune di 3800 abitanti che dalla costa tirrenica sale verso le montagne dei Nebrodi.
Ben 24 edifici sono gravemente danneggiati e la scuola media è parzialmente lesionata.

Sono anche in corso sopralluoghi di geologi e tecnici sul tratto dell’A20 Messina-Palermo che, tra viadotti e gallerie, passa a circa 500 metri di distanza dalla frana, ancora in movimento.







