
di Gaetano Saccà – Un’opportunità di quelle che non puoi lasciarti sfuggire, se sei un appassionato di motori, diventa un’occasione irrinunciabile se la cornice è quella dei pittoreschi colli di San Rizzo:
l’ispirazione che ha portato gli organizzatori delle Ronde dei Peloritani, il Team Eagles e il Messina Racing Team, viene certamente dal leggendario Rally di Messina, competizione motoristica che per anni ha visto sfidarsi i team messinesi negli scivolosi percorsi montani che circondano la città. Le Ronde dei Peloritani riprendono questa filosofia, proponendo per il quinto anno consecutivo uno degli appuntamenti sportivi più apprezzati in città; infatti, nonostante il freddo pungente e il forte vento, l’affluenza di spettatori a questa iniziativa è stata molto buona, con le curve e i rettilinei più spettacolari del percorso presi d’assalto dagli appassionati.
121 sono stati i piloti che hanno preso parte alla competizione, aperta alle vetture di categoria A, FA, FN, N, R, Super 1600 e Super 2000, mentre quattro sono state le prove speciali, da 10,25 km l’una, che hanno fatto da sfondo alla bagarre che si è scatenata in pista alle 8:15, ora di partenza della prima prova speciale. Il risultato di questa prima tornata vede in testa la coppia Pistone-Rizzo su Fiat Grande Punto Abarth (categoria S2000), con un tempo di 8 minuti e 15 secondi; segue a ruota il duo Armaleo-Cannuni su Mitsubishi Lancer IX Evolution (categoria N), mentre al terzo posto, con quasi 3 secondi di distacco, troviamo i vincitori della scorsa edizione, ovvero Osman Caristi e Francesco Gismondo su Renault New Clio RS (categoria R).
Questi ultimi, durante la seconda prova speciale, hanno saputo annullare il distacco accumulato nella prima, compiendo in classifica un doppio sorpasso ai danni di Pistone e Rizzo e di Armaleo e Cannuni, accodatisi rispettivamente con mezzo secondo e due secondi e mezzo di distacco. Sempre nel secondo stage, ha fatto capolino tra i “big” la seconda vettura di casa Armaleo, una Peugeot 106 Rally categoria A guidata da Salvatore Armaleo in coppia con la figlia Claudia; a seguire, entra nella top five anche la Renault Clio Super 1600 del duo Nucita-Chambeyront. La terza e la quarta (ed ultima tornata) non hanno portato grossi sconvolgimenti nella classifica, ma hanno comunque evidenziato lo strapotere di Osman e compagno, che sono riusciti a concludere la gara con ben 14 secondi di distacco sulla Grande Punto Abarth di Pistone e Rizzo; chiude il podio, con 29 secondi di ritardo, la Lancer di Armaleo, seguita a breve distanza dalla 106 del padre e dalla Clio di Giuseppe Nucita.




