
di Peppe Caridi – «Sì al Ponte per una nuova, vera stagione di sviluppo»: si intitola così la lettera aperta diffusa da Bruno Sergi e Giovanni Alvaro nel giorno della manifestazione ‘No Ponte’ di Cannitello.
Proprio in queste ore, infatti, nonostante il maltempo, stanno arrivando a Villa San Giovanni tutti i manifestanti per l’evento organizzato dalla ‘Rete No Ponte’ per una mobilitazione che vuole avere l’intento di «fermare i cantieri dello scempio sullo Stretto». Quanti saranno? Negli ultimi giorni le previsioni sulle cifre sono state più ballerine di quelle meteorologiche: quindicimila, ventimila, addirittura qualcuno ha anche scritto trentamila. Aspettando il dato ufficiale, possiamo già immaginare senza ombra di dubbio che la riuscita della manifestazione sarà pesantemente condizionata dal maltempo che, con piogge e forti venti, imperversa in queste ore sullo Stretto.
In tanti arrivano da fuori: 14 pullman solo dalla Sicilia, tanti altri dal centro/nord Italia e qualcuno anche dall’estero. Sono i ‘No Tav’, le associazioni ambientaliste, Legambiente, il Wwf, i sindacati e altri movimenti che escono fuori dalle logiche territoriali ma hanno aderito a quest’iniziativa esplicitamente per convinzione ideologica: «le grandi opere non portano sviluppo, le grandi opere distruggono l’ambiente, le grandi opere non vanno fatte».
Ma c’è anche chi non la pensa così: parliamo del ‘Comitato Ponte Subito’ che sta raccogliendo consensi territoriali, con centinaia di cittadini Messinesi, Villesi e Reggini che hanno già aderito al movimento con piena convinzione.
E’ una voce ‘fuori dal coro’ che, roprio oggi, nel giorno del ‘No Ponte’, tramite il prof. Bruno Sergi e il dott. Giovanni Alvaro ha diffuso una “lettera aperta al governatore Lombardo e al futuro Governatore della Calabria” in cui viene espresso il parere dei ‘Pro Ponte’.
«Le crescenti polemiche attorno al via libera ai lavori propedeutici (in Calabria con “variante di Cannitello” e, nel prossimo anno, in Sicilia), e infine al definitivo inizio dei lavori di costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina ci danno una ghiotta occasione per scriverVi»: così esordiscono Sergi e Alvaro.
«Sappiate che queste polemiche cresceranno col tempo, e potranno diventare man mano più rumorose perché l’organizzazione che vi ruota attorno ha tutto l’interesse a mantenere viva la polemica. In questa azione saranno utilizzati anche soggetti della cultura che, alla ricerca di visibilità e mantenimento dello status di illuminati detentori della verità, nasconderanno la loro vacuità ricorrendo a inutili iperbole e irresponsabili catastrofismi. Una prima nostra riflessione va diritta al nodo della questione: noi cittadini dell’Area dello Stretto questo grande Ponte, questo Ponte meraviglioso, questo gioiello della tecnica ingegneristica che “sbriciolerà” il primato del ponte di Akashi Kaikyo in Giappone che è attualmente quello, a campata unica, più lungo al mondo (1.991 metri) lo vogliamo con estrema convinzione, e nessun intellettuale che ha sposato la causa della politica del criticare, del non fare e dell’affossamento di tutto, a tutti i costi, ce lo dovrà mai scippare! Il Cipe ha dato l’ok alla fase finale di progettazione della Grande Opera dello Stretto e all’apertura, il prossimo 23 dicembre, dei primi cantieri preparatori per i lavori del Ponte in quel di Cannitello dove sarà posta la prima pietra. Qualche mese dopo toccherà alla periferia settentrionale di Messina finché, a giugno 2010, con la presentazione del progetto esecutivo del Ponte, si potranno finalmente aprire i cantieri del tanto atteso collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. Per la Sicilia e la Calabria, dove in primavera si svolgeranno le elezioni regionali, ma anche per l’intero Mezzogiorno, si aprirà una stagione nuova, e Voi dovreste essere un simbolo per una reale discontinuità con il passato, per una sana battaglia meridionalista, e facendo dell’immenso impatto positivo sugli indicatori economici tradizionali e sul sistema sociale delle due regioni, amplificando le esternalità positive e limitando il più possibile le esternalità negative. Nessuno potrà pensare, e siamo profondamente convinti di ciò, che basterà il Ponte per trasformare l’Area dello Stretto e le due regioni interessate in una nuova “Silicon Valley”, ma esso sarà l’occasione irripetibile per l’avvio di una nuova fase di sviluppo. Anche perché l’investimento Ponte non essendo concepito nella logica keynesiana, fatto cioè solo per spendere comunque dilapidando, come è stato nel passato soprattutto al Sud, immense risorse, consentirà di mettere in moto meccanismi a catena dando coraggio e fiducia alle nostre popolazioni da sempre tradite nelle loro aspettative».
«Incertezze ed esitazioni adesso non possono essere ammesse – concludono i fondatori del ‘Comitato Ponte Subito’ – perché porterebbero al risultato di bloccare il progetto, rinviarlo sine die o di “spezzettare” la parte di finanziamento pubblico in mille rivoli di spesa inutile e non capaci, singolarmente presi, di produrre una decisa rottura con il passato. Sì al Ponte subito, quindi, senza alibi e preconcetti. Il destino é nelle nostre mani e non bisogna lasciarselo sfuggire. Vi chiediamo d’essere conseguenti. Il ‘Comitato Ponte Subito’, nato a sostegno della costruzione del Ponte, lavorerà per evitare che la scena sia occupata solo dai detrattori dello stesso e vorrà essere veicolo di diffusione della verità e di contrasto delle inesattezze diffuse a piene mani».

Bruno Sergi* e Giovanni Alvaro:
* Bruno Sergi, uno dei fondatori del Comitato Ponte Subito, è docente di Economia Internazionale nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina e insegna anche all’estero. E’ stato nominato pochi giorni fa membro dell’Advisory Board (Comitato Scientifico) del Centre for MENA Banking, Finance & Economics presso la London Metropolitan Business School: si tratta di un centro in fase inziale e il comitato scientifico è ristretto a pochi importanti bankers della city londinese e pochi docenti universitari.
“MENA” significa: Middle East And Nord African . Il centro è unico al mondo e nasce con l’obietivo di diventare un punto di riferimento mondiale per lo studio di queste economie emergenti.
Sergi intervistato a Cannitello:




