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Alluvione di Messina: proposto il Piano di Messa in Sicurezza

13 Dicembre 2009
in Spaziostretto
Tempo di lettura: 5 minuti
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http://www.meteoweb.it/images/10convmes.JPG

“Vogliamo risposte concrete, non carte o parole vuote! Dateci un piano per la sicurezza, restituiteci la serenità…”: le parole del monsignor Calogero La Piana sono state più volte citate nel corso del Convegno di sabato mattina.

Sono parole che hanno stiolato l’animo di un evento importante che ha visto per la prima volta sedute intorno a un tavolo tutte le eccellenze cittadine, tutti gli ordini professionali e le Associazioni territoriali.
Il convegno, organizzato dal Collegio Provinciale dei Geometri e dei Geometri laureati della provincia di Messina, s’è svolto in una gremita aula magna presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Messina.

Il Dott. Carmelo Citraro, direttore del Collegio Provinciale dei Geometri, in apertura ha posto alcune domande che hanno alimentato il convegno: “Chi deve dare risposte concrete alla popolazione? Noi tecnici cosa abbiamo fatto dopo due mesi e mezzo dall’Alluvione? Cosa possono fare i collegi e gli ordini professionali”?


Lo scopo del convegno è stato quello di mettere a confronto le opinioni e bozze di progetti redatti da tecnici, esperti, professionisti e semplici cittadini al fine di unire le proprie idee e proposte avanzate da proporre in fase esecutiva.

Molti professionisti di un certo spessore hanno dato il loro contributo, come il professor Franco Ortolani, ordinario di Geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio dell’Università di Napoli Federico II° e il professor Angelo Spizuoco proveniente dal centro Studi Strutture Geologia Geotecnica S. Vataliano di Napoli, ma non sono mancate anche pesanti assenze, come quella dell’On.le Raffaele Lombardo e del Sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca, entrambi giustificati perchè impegnati su altri importantissimi fronti.

A dare il via a questo importante appuntamento è stato l’assessore Comunale Pippo Isgrò, venuto in rappresentanza del Sindaco, il quale ha auspicato la creazione di un ufficio di difesa dedicato alle zone a forte rischio con strutture operative pronte ad intervenire nei casi di pericolo. Il suo intervento è stato breve ma mirato, segno che la classe politica non è indifferente di fronte tali drammatiche sciagure. A seguire, prima di dare la parola al prof. Ortolani, il coordinatore del congresso, l’architetto Giuseppe Aveni ha invitato i partecipanti a tenere un minuto di silenzio per le vittime dell’alluvione. Un momento molto toccante ha raccolto nel silenzio la platea.

Molto interesse ha destato la relazione tecnica del prof. Ortolani, il quale ha giustificato con i fatti l’interesse di professionisti napoletani nelle vicende Messinesi.  Ortolani, pochi giorni dopo l’Alluvione di Messina, s’è precipitato a Giampilieri e Scaletta Zanclea con il suo collaboratore, l’ing. Spizuoco, e ha svolto un’indagine sui territori alluvionati e ha poi seguito come parte attiva tutte le vicende post-alluvionali. Forti dell’esperienza di Sarno, Ischia e altri violenti eventi alluvionali, i  tecnici dell’Università di Napoli hanno potuto analizzare quanto avvenuto nel Messinese con grande professionalità. Il professore ha confermato che l’abusivismo edilizio non è stato un elemento rilevante nella sciagura, anzi ha messo a confronto simili alluvioni come portata e caratteristiche come quella di Sarno e di Ischia, sottolineando che l’intervento immediato non consiste tanto nel creare opere di rimboschimento bensì quello di aprire la strada ai valloni, ovvero quelle aree dove generalmente l’acqua tende a incanalarsi. Il geologo napoletano ha sollecitato interventi concreti delle istituzioni, al fine di salvaguardare la vita dei cittadini, magari cercando di riportare la mentalità della gente come quella del dopo guerra, pronti a fuggire al primo suono di sirene.

Interessantissimo anche il contributo di Peppe Caridi (qui la relazione integrale), Presidente dell’dell’Associazione MeteoWeb O.N.L.U.S. L’esperto meteo ha brillantemente spiegato nei minimi dettagli le cause del disastroso fenomeno temporalesco dell’1 ottobre, sottolineando il fatto che simili eventi non possono essere previsti con giorni d’anticipo, come si fa normalmente per una previsione meteo, ma che devono essere gestiti e affrontati in tempo, perchè fenomeni autoctoni del luogo, caratteristici dei monti Peloritani. Per fare ciò occorre senza dubbio un radar meteorologico, una rete di stazioni meteo collegate tra di loro, in grado di fornire i dati in tempo reale alle sale operative. Caridi, inoltre, ha messo in risalto come sia realmente cambiato il modo di piovere nell’area dello Stretto di Messina, in contro tendenza con quelle che erano le previsioni allarmistiche emanate in seguito ai cambiamenti climatici, le quali vedevano periodi di siccità prolungate per la Sicilia e, addirittura, una diffusa desertificazione: invece negli ultimi anni piove sempre di più e sempre più spesso.

Merita attenzione il progetto ingegneristico redatto dall’Ingegnere Angelo Spizuoco, il quale prevede la messa in posto di una rete di canali con la finalità di convogliare acqua e detriti, senza intaccare minimamente i centri abitati. Tale progetto ha suscitato dubbi e perplessità tra alcuni professionisti del settore che hanno polemizzato sia sul progetto stesso che nella gestione generale di questa emergenza.

Nel complesso, il Convegno è stato una preziosa opportunità di confronto, di scambi culturali e scientifici, organizzato nei minimo dettagli nonostante mancassero  importanti figure Istituzionali.


Franco Ortolani


Peppe Caridi


Angelo Spizuoco

http://www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/4459/foto_appr1/Manifesto.jpg

 

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Foto e Servizio di Ilaria Calabrò, corrispondente di MeteoWeb.it

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