di Vittoria Princi – Ai fin troppi italiani che non mettono piede in libreria, come se ogni volume fosse dell’esplosivo in un campo minato, potrà forse sembrare una stranezza ma trame thriller e romanzi storici in tanta recente narrativa, nostrana e straniera, formano un’accoppiata vincente.
Lo conferma l’ultima fatica letteraria di Valeria Montaldi, che stamattina ha presentato nell’aula magna della facoltà di lettere di Messina il romanzo Il manoscritto dell’imperatore; l’organizzazione dell’incontro con la giornalista e scrittrice milanese è il ben noto circolo Rhegium Julii, da cui la Montaldi e altri autori riceveranno domani il premio omonimo.
Tuttavia, la premiazione da sola (afferma la coordinatrice della sezione giovanile del circolo, Josephine Condemi, nel discorso introduttivo) non basta: si è scelto di coinvolgere gli studenti, quelli dell’università come delle scuole, negl’incontri con gli autori per favorire il dibattito e il confronto, quasi “un imperativo morale”.
Si entra nel campo più prettamente letterario con l’intervento del professor Pasquale Amoroso, ordinario di letteratura italiana contemporanea, che in una fluviale carrellata contestualizza Il manoscritto dell’imperatore nel solco della narrativa storica e ricorda come questo genere sia, in buona sostanza, una “schermaglia continua della fantasia del narratore con la Storia”, fantasia che “evoca, deforma, aggiunge” dove il documento si ferma.
Nel caso specifico del nostro romanzo, Amoroso ha parole molto lusinghiere per la tecnica di storytelling della Montaldi, definita “da narratore, non da scrittore”; ovvero, scevra dall’ossessione per la bella pagina o l’espressione particolare, ma fatta di niente dal punto di vista contenutistico, che sembra dominare fra parecchi autori italiani dei giorni nostri.
Visibilmente grata per le parole introduttive di Condemi e Amoroso, l’autrice si presta senz’altro indugio alle domande del pubblico, ridotto purtroppo all’osso dal tempo atmosferico e da quello delle lezioni; le domande sono poche sì, ma pregnanti, spaziando dal “potere dell’informazione” nelle frequenti scene di “spionaggio e controspionaggio” fra i personaggi, alla ricetta del genere poliziesco-storico, passando per un classico come “è meglio scrivere di getto o seguendo una scaletta?”.
Chiude l’evento il presidente del Rhegium Julii, professor Casile, ringraziando e salutando calorosamente l’autrice, i relatori e gli studenti intervenuti.
Il prossimo appuntamento è domani al liceo scientifico Alessandro Volta di Reggio, dove la Montaldi continuerà questo piccolo tour culturale.





