
Ci sono voluti nove anni di processo per chiudere con una sentenza di secondo grado il maxi processo ‘Mare nostrum’, il procedimento giudiziario che per primo sancì l’esistenza di clan mafiosi nella provincia di Messina.
Il blitz, in due tranche, scattò a metà anni ’90 quando furono arrestate centinaia di persone accusate di far parte dei principali gruppi di Tortorici e Barcellona che all’inizio degli anni ’90 si affrontarono in una sanguinosa faida interna (a Tortorici i Bontempo Scavo contro il gruppo di Galati Giordano, a Barcellona il gruppo storico contro gli emergenti di Pino Ciofalo).
Oggi i giudici della Corte d’assise d’appello, in una gremita aula bunker, hanno letto il verdetto per i 130 imputati finali.
L’articolato dispositivio, in estrema sintesi, conferma 14 dei 27 ergastoli emessi in primo grado, conferma parecchie condanne relative a una lunga sequela di episodi estorsivi e per le accuse di associazione mafiosa, dichiara la prescrizione per molte accuse (soprattutto legate al porto d’armi).
Diverse le assoluzioni con formula piena (per non aver commesso il fatto) per tanti presunti affiliati.
I giudici hanno deciso il carcere a vita per Giovanni Aspa (confermati 2 ergastoli, contro i 4 del primo grado) Cesare e Vincenzo Bontempo Scavo, Francesco Canonizzo; per il boss latitante di Montalbano, Vincenzino Mignacca (per lui caduti 2 dei 6 ergastoli comminati in primo grado) Vincenzo Galati Giordano, Sebastiano Bontempo e Giuseppe Gullotti. A Vincenzo Pisano l’ergastolo e’ stato tramutato in una condanna a 30 anni di reclusione. Il carcere a vita e’ stato cancellato anche a Domenico Leone, Gaetano Fontanini, al pentito palermitano Francesco Franzese e a Domenico Spica. Per Fontanini e Franzese, il braccio destro dei boss Lo Piccolo, catturato dopo molti anni di latitanza, la Corte ha disposto la scarcerazione immediata. Notevolmente ridotto il carico di pene di Giuseppe Gullotti, considerato ancora saldamente a capo della famiglia mafiosa barcellonese, malgrado sia detenuto al regime del carcere duro. Tra gli assolti anche nomi di primo piano, sia tra i ”chiofaliani” che tra i tortoriciani. Non doversi procedere per morte del reo, per Carmelo De Pasquale, il killer dei barcellonesi freddato in un agguato nel gennaio scorso. Atti al pm, infine, per Giuseppe Cipriano. Il 15 maggio scorso i Procuratori Generali, Salvatore Scaramuzza e Fabio D’Anna, avevano chiesto la conferma di 27 ergastoli su 28, 89 conferme totali, 21 conferme con alcune assoluzioni o prescrizioni parziali, 2 assoluzioni totali, 2 prescrizioni totali e 15 riforme della sentenza di primo grado.




