
di Dario Lo Cascio – Nella mattinata di lunedì, dalle ciminiere della Raffineria di Milazzo, si è sprigionata una densa nube nera. L’episodio ha preoccupato i cittadini residenti nei pressi dell’impianto, che hanno immediatamente segnalato quanto accaduto.
Secondo quanto dichiarato dal direttore generale, Lino Gamba, si sta effettuando una manutenzione generale su tutti gli impianti. Una nota prontamente inviata alla stampa precisa che “l’impianto completata la manutenzione, era stamattina – lunedì, n.d.r. – nella fase transitoria di avviamento del forno del FCC durante la quale avviene la regolazione dell’ossigeno rispetto al combustibile che in questo caso era costituito da gasolio leggero, dello stesso tipo utilizzato per usi domestici. Dopo questa fisiologica manifestazione della fase di riavvio, il forno ora è in marcia regolare senz’altri effetti del tipo di quello rilevato”.
Immediatamente però sono state espresse perplessità, in merito all’episodio di lunedì, dagli ambientalisti, e in particolare dal responsabile del WWF di Milazzo Giuseppe Falliti secondo cui questo tipo di “incidenti” sarebbero un modo per “eliminare fumi in eccesso in orari inconsueti”. Inoltre le autorità locali non sarebbero in grado ti tenere sotto controllo il livello di inquinamento, o proporre “progetti seri e validi di risanamento”. Il dottor Falliti conclude la sua denuncia così: “E’ stato cancellato l’Ufficio speciale alto rischio ambientale, alcuni Amministratori (Milazzo e S. Filippo) hanno barattato i finanziamenti per l’acquisto di centraline per il monitoraggio degli inquinamenti con appalti per l’acquisto di piante non autoctone, si propongono ulteriori progetti di espansione del carrozzone ASI o addirittura inutili progetti di aeroporti, si assiste a pietosi conflitti di competenza tra Provincia e Regione su chi debba eseguire i controlli ambientali, nessuna sensibilità per risolvere i problemi di Salute dopo le denunce dell’OMS”.
Intanto, secondo i dirigenti della Raffineria, dovrebbe a breve entrare in funzione l’impianto di recupero vapori, che consentirà l’assorbimento delle emissioni. Su questa linea anche il progetto di “doppia tenuta” dei serbatoi e quello per un contatto diretto con la Provincia, per segnalare prontamente eventuali anomalie.




