
di Silvia Sità – Credevamo che almeno i siciliani avessero votato Si per l’emendamento da 100
milioni di euro che avrebbe fatto comodo (e non poco) per la ricostruzione delle zone alluvionate.
Insomma, quei pochi si sono da ricondurre all’opposizione e al partito del Mpa.
Siamo stati dimenticati? I nostri sono morti di serie B? Adesso sempre più il dubbio va insinuandosi tra i cittadini messinesi, stanchi di promesse e indignati e disgustati per le solite scenette fatte in diretta nazionale. Ma quando le telecamere si spengono, chi si dà davvero da fare per aiutarci? Chi si ricorda di noi? Pochi.
Il sindaco Buzzanca non sembra perdere la fiducia, e ci esorta a fare altrettanto: «Sono fiducioso, i soldi arriveranno e sono compresi tra il miliardo di euro che avrà il Ministero dell’Ambiente per il dissesto idrogeologico. Gran parte di questi fondi arriveranno a Messina, dove insieme a Ischia c’è la situazione peggiore. E’ il momento di essere uniti e non di fare demagogia. Comunque qualora gli impegni non dovessero essere rispettati, sarò il primo a scendere in piazza insieme ai miei cittadini». Dovrà allora far presto a decidere Buzzanca, poiché già in molti sono pronti a far sentire le loro voci: tre esponenti del Mpa, Roberto Cerreti e Sebastiano Tamà, capigruppo rispettivamente alla Provincia ed al Comune di Messina, e Maurizio Ballistreri della direzione nazionale, sono pronti a mettere in atto un vero e proprio “vespro messinese”: «Considerata la inadeguatezza della rappresentanza parlamentare nazionale messinese dovrebbe essere la cittadinanza a ribellarsi. Ci vorrebbe un moto di ribellione politico e morale capace di dar voce a una città che non riesce a portare a soluzione i suoi problemi per una generale discriminazione che la condanna come comunità meridionale, oltre che per una rappresentanza istituzionale, sovente afflitta da subalternità, che finisce con l’essere il tappo che non fa giungere la voce di Messina ai livelli decisionali del Paese».
Parole decise che vogliono inaugurare un’epoca in cui i fatti non esitino più a manifestarsi. E in questo contesto e con questo proposito si aggiungono le dichiarazioni rilasciate ad una tv locale da D’Alia, promotore dell’emendamento: «Propongo ai parlamentari della maggioranza che hanno a cuore le sorti della città di costituire insieme un comitato di mobilitazione. Blocchiamo la città se è necessario e i lavori per il Ponte sullo Stretto. E’ scandaloso che, nel giorno in cui sono stati bocciati i fondi per gli alluvionati, Pietro Ciucci sia stato nominato commissario straordinario per le opere connesse alla realizzazione del Ponte, e per questo le risorse si trovano, così come per la ricapitalizzazione della società Stretto di Messina. Bisogna procedere alla messa in sicurezza del territorio e al rientro degli sfollati nelle case, dove possibile, o eventualmente in nuove abitazioni».
Un duro attacco è invece rivolto direttamente al sindaco e al capo del governo dal segretario cittadino dell’Italia dei Valori, Salvatore Mammola: «Complimenti al Popolo delle Libertà. Complimenti al Governo Berlusconi. Con la bocciatura dell’emendamento alla Finanziaria ancora una volta la nostra classe politica che è maggioranza nel Paese è stata presa a schiaffi, i Parlamentari messinesi e siciliani ancora una volta hanno dimostrato di non contare nulla e di essere in Parlamento solo per essere stati nominati da Berlusconi per assolvere a pieno al loro compito di votare si o no come già deciso dal grande capo e di non rappresentare per nulla la Provincia di Messina. Il sindaco Giuseppe Buzzanca dovrebbe smettere di difendere un governo che distrugge Messina e dovrebbe smettere di aggrapparsi alla doppia poltrona di Sindaco e deputato regionale e provare per una volta a prendere il coraggio a due mani e mettere in atto le minacce che tanto annuncia, ma che mai attua. Ricordo che il Sindaco già aveva chiesto a Berlusconi 150 milioni di euro quando a Catania ne erano stati destinati 400. Non mi sembra che siano mai arrivati questi soldi alla Città. Hanno attraversato lo Stretto solo le risate del Governo. I cittadini hanno mandato a Roma ed a Palermo questi Signori per lavorare per il territorio, per rappresentarli. La bocciatura dello stanziamento di 100 milioni per l’alluvione del 1 ottobre 2009 è l’ennesima vergogna perpetrata da Berlusconi e dal suo governo nei confronti di Messina e dei Messinesi che dovrebbero ricordarlo alle prossime competizioni elettorali».
Non certo meno positivo, infine, il commento dell’ex sindaco di Messina Francantonio Genovese, parlamentare del Pd: «Eravamo già dell’idea che questo non fosse un governo “amico” di Messina e dei messinesi, ma non credevamo che potesse arrivare fino a questo punto. Dopo le passerelle di Berlusconi e dei suoi fidati ministri, a Messina stanno arrivando solo gli schiaffi. Ciò è intollerabile perché siamo in presenza di oltre trenta vittime, di centinaia di famiglie che hanno perso tutto e di un territorio che ha bisogno di interventi immediati. Ma non ci sono risorse né per il dissesto idrogeologico in generale, né per la città di Messina, in questa finanziaria. Verrebbe da dire che con questo governo “non ci resta che piangere”. Eppure i parlamentari messinesi del PDL dovrebbero provare un po’ di vergogna e provare a reagire, magari chiedendo al Governo se sono queste le risposte che intende dare ai cittadini e se è così che il Presidente del Consiglio mantiene le sue promesse».




