
di Enzo Gangemi – Tre giorni ed una gara persa con l’Acicatena sono stati sufficienti al neo-tecnico del Messina Sergio Pirozzi per capire che la situazione nella città peloritana è davvero critica, troppo, per richiedere le attenzioni del primo cittadino di Amatrice (Ri).
A smentire le sue rassicurazioni iniziali infatti, il sindaco ci ha messo davvero poco: “State tranquilli, riuscirò a conciliare il doppio ruolo politico-sportivo, la situazione in cui versa la squadra non mi spaventa, bisogna rimboccarsi le maniche” aveva detto. In effetti, per un sindaco non dev’essere facile risvoltare camicia e giacca, quindi meglio lasciar perdere. Le prime avvisaglie si erano avute già mercoledì, quando il tecnico, subito dopo la sconfitta, non si è presentato ai microfoni dei cronisti. Il giorno seguente lo scarno comunicato della società: “Sopravvenuti e improcrastinabili impegni costringono il sig. Sergio Pirozzi a rinunciare alla guida tecnica dell’ACR Messina. La stessa viene pertanto affidata all’allenatore in seconda Eugenio Labonia”. Come se non bastasse, c’è anche chi inizia a pagare il pessimo inizio di stagione. E’ stato ufficializzato infatti, il divorzio tra la società e Mirko Taccola, uno dei giocatori più esperti della squadra. Taccola, 39 anni, lo scorso anno protagonista in prima divisione con la Paganese, era stato uno dei principali colpi di mercato dell’Acr, ma una sua indecisione ad Acicatena si è rivelata fatale, ed anche nel match con l’Hinterreggio non aveva impressionato. Una settimana disastrosa quindi, che si concluderà con la trasferta di domani contro il Viribus Unitis, nella quale perdere non è più concesso. Il Messina arriva da quattro sconfitte consecutive ma quel che pesa di più in casa giallorossa, è una sorta di rassegnazione a questo momento negativo. Labonia dovrà fare i conti con le assenze di Cardia, Sabatino, Quinto e Nuccio e in difesa potrà contare solo su un “over” (Romeo) e su cinque “under” (Altobello, Olivieri, Apicella, D’Angelo e Buonocore, quest’ultimo mai sceso in campo fino ad oggi). La Viribus Unitis appaiata ai peloritani a quota sette punti è il giusto avversario per uscire da un tunnel, dal quale, lontanissima si intravede la luce. I campani infatti, insieme al Castrovillari e Mazara sono gli unici ad aver fatto peggio del Messina in questo inizio di stagione. Una vera e propria sfida-salvezza insomma, per una squadra i cui presupposti erano ben altri. Adesso, in una strada tutta in salita, è tempo di mettere da parte il blasone, tirando fuori grinta e carattere.




