L’alluvione che ha seminato distruzione e morte a Messima crea preoccupazione anche a Reggio, dove, questa mattina, è scattata una vera e propria corsa di solidarietà nei confronti della popolazione peloritana così duramente colpita dal catastrofico evento naturale.
Dopo le prime drammatiche notizie giunte d’oltre Stretto, il sindaco Giuseppe Scopelliti ha sentito telefonicamente il suo collega Giuseppe Buzzanca, al quale, oltre alla vicinanza personale, ha notificato la disponibilità del comune di Reggio a mettere in atto interventi concreti per contribuire a fronteggiare la situazione di crisi. “Reggio – ha detto tra l’altro Giuseppe Scopelliti – ti è vicina con una solidarietà concreta, rispetto al dramma che ha colpito la nobilissima Messina. Il senso della mia concreta partecipazione al dolore della civitas da te rappresentata non è un atto formale, ma un modo concreto per partecipare a rendere meno pesante una situazione difficile e drammatica”. Da palazzo San Giorgio, Scopelliti segue costantemente l’evolversi della situazione. In mattinata, dopo una riunione con i suoi più stretti collaboratori e con i vertici della struttura comunale di Protezione Civile (di cui fanno parte le associazioni di volontariato), il Sindaco ha disposto un piano d’intervento con l’invio a Messina di uomini e mezzi. Alla volta del capoluogo peloritano è partita una colonna mobile con cinquanta uomini, un’ambulanza, tre fuoristrada, otto autovetture, materiale vario per gli interventi del caso. La base operativa del gruppo comunale di Protezione Civile è stata allestita al Cedir del rione S. Anna dove è in funzione il “Centro radio comunicazioni” che è collegato con gli autoveicoli della colonna mobile e con la Prefettura messinese che coordina le operazioni di soccorso e di intervento. “In questo particolare momento di sofferenza – ha sottolineato Scopelliti – sentiamo il dovere, come italiani e come cittadini dell’area dello Stretto, di aiutare i nostri amici di Messina, con i quali, al di là della differenza geografica, abbiamo una storia comune sia dal punto di vista culturale, sia rispetto alle calamità naturali. Il dolore ci ha sempre uniti, per questo quanto avvenuto al di là del mare è come se fosse capitato a noi. Il nostro impegno per portare un concreto aiuto alle popolazioni colpite dall’alluvione non si limiterà all’invio della colonna, perché siamo pronti ad assumere altre concrete iniziative in grado di alleviare le sofferenze di quanti, in questo momento, hanno dovuto abbandonare le loro case, di chi ha perso tutto, mentre viviamo lo stesso stato d’animo di che spera ancora di ritrovare in vita i dispersi”. (Roto San Giorgio)




