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    Archeo: traghettare lo Stretto

    di Daniele Castrizio – Chairete!

    Ancora una volta la storia passata ci invita a riflettere sulle scelte del presente. Nella chiacchierata odierna ci occupiamo della storia dei porti usati come terminali dei traghetti sullo Stretto. Nel corso dei secoli, come è naturale, il punto di traghettamento è stato spostato a seconda delle esigenze delle due sponde.

    Vedremo insieme nel breve filmato come in un primo periodo, tra l’epoca greca e quella sveva, l’attraversamento sia avvenuto tra Capo Peloro ed il promontorio Kainys (Santa Trada?), più precisamente a Porticello (in greco Stylida, in latino ad columnam/ad statuam), dove, fino all’epoca tardoantica, c’era una statua ciclopica di Poseidone, simbolo dello Stretto conosciuto in tutto il Mediterraneo.

    Nell’epoca medievale, per seguire le scelte logistiche di Messina, il traghettamento si spostò alla Catona, dove sorse una torre/palazzo, il cui aspetto è rintracciabile in un particolare del Trionfo della Morte di Brueghel, esposto al Museo del Prado a Madrid, che, come certo saprete, è ambientato proprio alla Catona, con Reggio sullo sfondo.

    Sempre per seguire i Messinesi, nell’ottocento il punto di transito si spostò a Villa San Giovanni, che addirittura venne fondata proprio per questo motivo!

    Per tremila anni i due punti di passaggio sono sempre stati posti uno di fronte all’altro. Solo le ultime scelte (unilaterali peraltro) di spostare il punto di imbarco e di sbarco del traffico pesante a Tremestieri, a sud di Messina, ma sempre in collegamento con Villa, hanno alterato l’equilibrio millenario del trasporto tra le due sponde, basato sempre sulla vicinanza dei due porti.

    Fatemi sapere quello che pensate al mio indirizzo mail: danielecastrizio@gmail.com o lasciando un commento nel mio blog ( http://reggioneisecoli.blogspot.com ).

    Eu prattein.