• Prendete le Motte

    Chairete.

    La scorsa settimana abbiamo visto la prima moneta coniata a Reggio. Questa volta, invece, ci occupiamo dell’ultima coniazione della città. Si tratta di mezzi carlini d’argento che, secondo me, furono coniati dalla città per potere consegnare ad Alfonso, Duca di Calabria aragonese, il contributo in ducati d’oro promesso per finanziare la guerra contro le Motte angioine che stringevano Reggio come in un cappio. Oltre a ciò, c’era da pagare il riscatto del castello al castellano dei Conti Cardona, che lo aveva restituito alla città solo per espresso interessamento del Re.

    Torneremo ancora su questo tormentato periodo, aspettando anche gli studi di giovani studenti della nostra Facoltà, ma, per ora, notiamo come il sistema feudale ha trasformato le fortezze difensive di Reggio in altrettante nemiche. Il mio modesto parere è che la radice di tutti i mali che ci affliggono è da ricercarsi nella perdita di libertà ed in quell’autentica mafia che era il feudalesimo nel Regno delle Due Sicilie.

    Un’ultima notazione riguarda lo stemma della Calabria, che sembra essere stato “inventato” da Ferdinando I per sottolineare la legittimità della casata dei Trastamara di Aragona a mantenere la corona del Regno di Napoli, proprio perché Alfonso V fu adottato da Giovanna d’Angiò, ricevendo il titolo di Duca di Calabria.

    La mia speranza è che gli studi avviati dai giovani possano portare al riconoscimento dell’autentico stemma di Calabria, in modo da poter sostituire quello attuale, frutto di elucubrazioni moderne. Sarebbe ben strano che una Regione antichissima non possa presentarsi con il suo stemma originario, dovendone usarne uno frutto di quella mentalità provinciale (e ignorante!) che ha caratterizzato la nostra terra negli ultimi decenni.

    Scrivetemi cosa ne pensate al mio indirizzo danielecastrizio@gmail.com, oppure presso il mio blog: http://reggioneisecoli.blogspot.com/

    Eu prattein.