
di Daniele Castrizio – Chairete! Pochi si rendono conto di quanto siano politicante rilevanti la storia e l’archeologia. Prendete il caso della Macedonia: la creazione della Repubblica di Skopje, autonominatasi Macedonia, ha creato problemi
con la Grecia, che ritiene la Makedonia parte integrante della sua Nazione. Come si è risposto a questo attacco? Ovviamente con l’archeologia: si sono intensificati gli scavi in Makedonia, per dimostrare che quella terra è greca ab antiquo, legittimandone l’attuale possesso da parte dei Greci.
Gli esempi si potrebbero moltiplicare. In Israele si scava per dimostrare che quella terra era abitata ab antiquo da Israeliti; in Turchia si sponsorizzano gli scavi dei siti ittiti, nella convinzione politica che i Turchi siano appunto discendenti degli Ittiti, e quindi legittimi possessori di quella terra e non invasori sciamati in Anatolia solo dopo il 1071.
Anche in Calabria è tutto un fiorire di scavi archeologici dei siti bruttii e mai come in questi anni c’è stata una così grande attenzione quasi esclusivamente verso gli scavi che riguardassero località bruttie. Se vi chiedeste il perché, la risposta sarebbe invero facile: si cerca di accreditare l’idea dei Brettioi (in greco) o Bruttii (in latino) come i più antichi abitatori dell’attuale Calabria. La “Calabria prima dei Greci”: quante volte ci è stata propinata questa balla scientifica! State attenti, però: sapete quale era la metropoli, la capitale, dei Bruttii? Cosenza, ovviamente! L’idea di una Calabria originariamente bruttia, cioè cosentina, e poi greca, cioè reggina, non è senza significati politici. Rifletteteci, se volete, in queste vacanze natalizia, che vi auguro serene e piene di gioia.
Ci risentiamo a Gennaio, sempre se vi va.
Scrivetemi cosa ne pensate al mio indirizzo danielecastrizio@gmail.com, oppure presso il mio blog: http://reggioneisecoli.blogspot.com/
Eu prattein!




