• La prima moneta reggina

    Chairete.

    Quando a scuola ci parlano della Magna Grecia, nella maggioranza dei casi non ci forniscono gli strumenti per comprendere la portata e le dimensioni di ciò che è avvenuto in questo periodo storico. Si è trattato di uno dei più grandi movimenti culturali mai avvenuti, uno dei pochi che hanno fatto realmente evolvere la razza umana. Grazie a personalità come Pitagora di Samo (ed a tutti i Pitagorici, sparsi in tutte le poleis occidentali) e Parmenide di Velia, il mondo non fu più lo stesso. Oltre a progresso scientifico, artistico ed economico, però, la seconda metà del VI sec. a. C. fu caratterizzata da una profonda instabilità politica: le colonie magnogreche avevano esteso il loro piccolo territorio originario, arrivando fatalmente a toccare i confini delle poleis vicine. Cominciava, così, un periodo di grandi guerre e di rinnovamenti sociali e politici.

    Reggio, dopo avere superato una grave crisi militare, alleandosi con Locri contro Crotone, si trovò spinta dall’oligarchia dei Mille tiranni che la governava alla guerra contro tutte le poleis confinanti. Causa scatenante, a nostro avviso, fu la caduta di Sibari, che lasciava il suo vasto impero alla mercé di chi avesse saputo conquistarlo. Crotone aveva fatto la parte del leone … ma anche Reggio voleva la sua porzione! Da qui le guerre contro Zancle e Locri, conflitti durissimi cui le fonti letterarie superstiti accennano solo di sfuggita, ma di cui ci sono rimaste tracce archeologiche.

    Sconfitta, ma mai doma, Reggio coniò la sua prima moneta, per finanziare gli eserciti che combattevano ai confini. La tipologia delle dracme calcidesi incuse presenta un enigmatico fiume in forma di toro a volto umano. Quale fiume di Reggio è stato rappresentato, e cosa rappresentava per i nostri antenati quella figura simbolica?

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    Eu prattein.

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