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    La Storia nelle Tesi di laurea in Urbanistica: da una consunta liturgia all’“intreccio virtuoso”

    reggio_calabria
    di Luciano Zingali * – “La gestione del paesaggio nella Città Metropolitana», “Il Porto di Reggio Calabria: Cuore e porta della città metropolitana”, “Tra terra e acqua”, “Evoluzione storica dello spazio pubblico”,

    “Riqualificazione urbana”, “Noto: il giardino di pietra”, “Greenways, linee nel paesaggio”, “La guardiana dei due mari”. E l’elenco potrebbe continuare.

    Sono tutti titoli, fascinosi non c’è che dire, delle più recenti, e più importanti, tesi di laurea in “Urbanistica” (ex “Pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale”), molte delle quali in corso di pubblicazione presso la Collana “Magistralis” (Editrice “Città del Sole”, direttore il Prof. Enrico Costa). Ma un titolo brillante, da solo, cos’è? La fiera dell’immaginifico e basta, con dietro il titolo poca sostanza, magari per concludere in modo apparentemente non burocratico un itinerario mediocre, o la brillante conclusione di un percorso formativo entusiasmante?

    Un percorso di studi, dobbiamo averlo ben presente, che fornisce all’allievo, futuro urbanista pianificatore, gli strumenti culturali, scientifici e tecnici, a liberi professionisti e/o dipendenti delle pubbliche amministrazioni, le competenze per coordinare, costruire e gestire strumenti di governo del territorio con particolare riferimento alla progettazione, alla pianificazione ed alle politiche inerenti la trasformazione e riqualificazione della città, del territorio e dell’ambiente, senza escludere l’accesso al mondo della ricerca pubblica e privata.

    Un percorso, ci piace ribadire, che tradizionalmente fornisce una robusta preparazione di base e specialistica riconosciuta, e ribadita, anche nell’ultima sessione di Esami di Stato per l’abilitazione alla Professione, non facile e basata su ben due prove scritte e/o pratiche, da un costante successo dei giovani laureati che sfiora il cento per cento. Altrettanto non può dirsi, purtroppo, ed a riprova della validità della formazione “face to face”, piuttosto che “a distanza”, per gli allievi delle università telematiche che affrontano con scarso successo lo stesso esame presso la “Mediterranea”.

    Sono tutte Tesi, quelle citate nel nostro incipit, incentrate sul territorio e sulla sua storia, senza la conoscenza della quale non c’è, ovviamente futuro. E, parlando di assetti futuri, non c’è Urbanistica senza storia, senza la storia del territorio e senza la storia urbana.

    La ricostruzione della storia urbana, ha come obiettivo lo studio dell’impianto urbano e la sua evoluzione, passaggio obbligato per la progettazione urbanistica finalizzata alla riqualificazione degli insediamenti storici e periferici, criteri che, basandosi sul recupero di una città, siano gestiti su una conoscenza approfondita delle origini della struttura urbana e delle sue trasformazioni.

    L’indagine storica sulla datazione del patrimonio edilizio, sulla configurazione del sistema viario e degli spazi pubblici inedificati ed edificati, conduce ad una valutazione esatta dell’oggetto del recupero, suggerendo categorie di intervento appropriate e la soglia di operabilità sul patrimonio ambientale.

    Nel tessere la trama della ricostruzione della storia urbana, è indispensabile l’apporto della storia civile ed economica di una città e di un territorio, tassello importante per impostare quella progettazione volta a migliorare e salvaguardare quelle peculiarità che costituiscono beni preziosi per l’intera comunità.

    È questo l’intento con il quale vengono affrontate molte tesi di laurea dei futuri urbanisti, ed in particolare quelle condotte sotto la guida attenta del Prof. Enrico Costa, Presidente del corso di laurea in Urbanistica, profondo conoscitore del territorio metropolitano e della sua gestione, indirizzando il percorso finale dello studente su quei punti essenziali che ciascuna tematica trattata può fornire, gestendo le necessità e le specificità che potrebbero trascinare l’economia e lo sviluppo di un territorio.

    La tesi di laurea diventa così non solo il punto di arrivo di un percorso didattico-formativo, ma diviene contenitore di una ricchezza di conoscenze a disposizione, anche attraverso la successiva pubblicazione, di un intera comunità.

    In questi anni Reggio ha offerto, anche in sede di elaborazione delle tesi di laurea in Urbanistica, diverse tematiche quale oggetto d’indagine in questo campo: dalla storia al paesaggio, dalla riqualificazione di edifici e quartieri fino a spingersi su tematiche particolari quali il recupero attraverso la fitodepurazione.

    Lavori che divengono delle sfide “intriganti”, scoperta dei luoghi intesi come “spazio sacro” di relazioni sociali, dall’incredibile valore identitario, punto cardine attorno al quale nascono storie, condivisioni, modelli di vita.

    È nell’ambito di questo percorso di conoscenza, necessario per contribuire alla definizione di linee progettuali, che si inseriscono le nuove tecnologie digitali, quale strumento facilitatore l’incrocio di informazioni di natura diversa consentendo la continua implementazione delle indicazioni, in relazione alle trasformazioni del patrimonio edilizio ed ambientale.

    La possibilità di collegare dati di carattere alfanumerico ad informazioni geografiche, consente di associare tutte le conoscenze acquisite attraverso indagini storiche, ad un elemento geograficamente definito (unità edilizia, isolato…). Questa opportunità costituisce un valore aggiunto per la redazione e la definizione di politiche di attuazione, per la progettazione finalizzata alla riqualificazione.

    Terreno fertile per la sperimentazione di nuove strategie è sicuramente l’avvento di Reggio Città Metropolitana, punto di partenza per la gestione e lo sviluppo del territorio reggino e non solo, verso il quale si pone un’attenzione mirata alla conoscenza e alla messa in luce di singolarità territoriali da secoli scenario unico di storici avvenimenti.

    Un foglio bianco sul quale apporre segni significativi per la risoluzione di problematiche e discrasie inventando, o semplicemente ricreando, scenari futuri nell’ottica del miglioramento della vita della comunità attraverso il saggio utilizzo delle risorse a disposizione.

    Territori da sempre martoriati, sottomessi all’incuria dell’uomo e alla sua insensibilità, che sembrano oggi ribellarsi alle ingiustizie subite.

    Ciascuna tesi, che ha avuto come tematica il territorio reggino, ha sempre rappresentato un unicum dall’identità straordinariamente sensibile ed attenta alla gestione futura del territorio, cogliendo da ciascun studente quella voglia di cambiamento delinenando strategie concrete per il controllo, lo sviluppo e la gestione dello stesso.

    Dalla piazza scenario della vita sociale, ove si concentrano le memorie di una comunità; ove si sono modificati ideali, forme e funzioni in rapporto alle esigenze al mutare degli interessi economici e politici, luoghi in cui si rispecchia l’identità collettiva e si ritrovano significati e tradizioni perdute, che divengono oggetto di rigenerazione ed integrazione con il resto della città, recuperando le fila di quei processi di trasformazione e di modificazione del pensiero sociale, al paesaggio quale volano per un’integrazione territoriale forte e coesa, guardando ad uno sviluppo sinergico dei luoghi e delle comunità; dalla riqualificazione dei quartieri, al recupero di “frammenti” urbani, all’utilizzo concreto dei trasporti creando una rete capillare di mobilità.

    Da tali premesse sono scaturire corrette strategie di recupero,volgendo lo sguardo alle aree dismesse di grande importanza strategica come il porto, stratificazione incontrollata di frammenti identitari, conciliando, in un nuovo dialogo, mare e città consentendo di riscrivere e modificare le valenze e le potenzialità estetiche, economiche e culturali dei luoghi restituendoli alla collettività.

    Studiare i fenomeni spontanei come l’espansione incontrollata dei quartieri, ovvero di quella edificazione espressione del disagio tra uomo e ambiente che ha portato alla congestione di anomalie e disagi cercando un dialogo fra controllo della progettazione e soluzioni alternative per il miglioramento della vivibilità dei luoghi.

    Oggi, in seguito alla rivoluzione tecnologica che stiamo vivendo, siamo abituati a discutere di informazione e soluzioni alternative e riconosciamo inoltre che, se parliamo della necessità di “conoscenza”, non inventiamo nulla di nuovo.

    È interessante, però, riflettere sulla possibilità che gli apporti didattico-scientifici ci mettono a disposizione; infatti, l’uso della tecnologia permette di sviluppare una conoscenza dinamica come dinamiche sono le trasformazioni della realtà urbana e territoriale, che la pianificazione, nelle sue diverse fasi, dovrebbe monitorare come processo aperto che richiede una continua alimentazione dell’informazione.

    In quest’ottica il contributo che l’università mette a disposizione, per le sue caratteristiche intrinseche, è in grado di rappresentare i fenomeni architettonico-urbanistici, incrociando e condividendo dati diversi, complessi e implementabili nel tempo, divenendo strumento di conoscenza per una molteplicità di soggetti.

    È da ritenere pertanto “strumento” innovativo quel sistema di analisi e interpretazione che la ricerca scientifica e l’entusiasmo del giovane futuro professionista vanno a costituire quale “valore aggiunto” per la scienza del territorio e l’integrazione degli strumenti di cui questa si serve tradizionalmente, poiché fornisce la possibilità di riprodurre elaborazioni informatiche-progettuali, capaci di affiancarsi o sostituirsi al concetto tradizionale della disciplina.

    In termini operativi, la ricerca sui processi di governo della città, nei piani e nelle politiche indirizzati al recupero architettonico oltre che urbanistico, tenta di individuare il livello di innovazione di aspetti tecnologici, organizzativi, procedurali e gestionali.

    La tesi di laurea,affrontata in questi termini, rappresenta quel momento di riflessione sul rapporto tra le politiche di recupero, il contesto fisico, sociale amministrativo, vuole individuare gli strumenti di pianificazione utilizzati per la rigenerazione delle aree, per delineare le possibili connessioni con il processo di innovazione tecnologica; superando la concezione statica dell’architettura o dell’urbanistica quale puro esercizio estetico e osservando la sua dimensione processuale, vi è la necessità di ipotesi, bilanci e verifiche continue,di informazioni dinamiche e modificabili nel tempo.

    La possibilità di associare agli oggetti presenti su una cartografia (fabbricati, isolati, aree, infrastrutture), informazioni relative a caratteristiche morfologiche, ad usi, notazioni storiche o informazioni ambientali, costituisce quell’esercizio formativo sulle quali si forma colui il quale opererà sul territorio appropriandosi di quella strumentazione così versatile, che permetterà di ricavare informazioni su un singolo oggetto o su un intero sistema di oggetti territoriali.

    Possiamo distinguere due approcci prevalenti: un primo approccio connesso alla sperimentazione e alla “costruzione di conoscenze”, un secondo volto a sviluppare forme di progettazione che facilitino al laureando la comprensione delle dinamiche in atto in un territorio ed ipotizzare scenari alternativi di intervento.

    Non diciamo nulla di nuovo, ma partendo dal presupposto che la conoscenza è strumento di governo del territorio, la progettazione con le sue diverse fasi, redazione del piano, attuazione e successiva gestione delle informazioni, costituisce un processo aperto che richiede una continua alimentazione della ricerca.

    In termini generali una tesi rappresenta la gestione di una sequenza ordinata di attività con cui si intende raggiungere un obiettivo; nel nostro caso occuparsi di quelle accezioni territoriali, che costituiscono fatti ed eventi talvolta non evidenti, ma che possono essere spiegati attraverso forme più ragionate di progettazione e di rappresentazione.

     

    * Luciano Zingali, architetto, è dottore di ricerca in Pianificazione territoriale