di Peppe Caridi – L’autunno è già arrivato. Come previsto, in anticipo rispetto alla tabella di marcia. Dopo i +33/+35°C di sabato scorso (è stata una delle giornate più calde di quest’estate in cui le temperature non hanno mai raggiunto valori esagerati), le temperature sono diminuite in modo graduale ma costante.
Poi, ieri, martedì 31 agosto le massime sono crollate fino a +27°C. Ben 8 gradi in meno nel giro di 3 giorni.
E anche le condizioni del tempo sono andate via via peggiorando: dopo il cielo sereno della scorsa settimana, abbiamo avuto le prime nubi nella giornata di domenica, poi un lunedì parzialmente nuvoloso e, infine, ieri martedì 31 agosto cielo molto nuvoloso o coperto con, addirittura, deboli piovaschi sparsi.
Insomma, come da copione rispetto alle nostre precedent previsioni, l’autunno ha fatto irruzione già negli ultimi giorni di agosto, soprattutto dal punto di vista termico, portando il fresco in tutt’Italia (molte aree del centro/nord hanno addirittura sfiorato i record freddi storici del mese di agosto) e anche nello Stretto di Messina.
Per “fresco” intendiamo, ovviamente, in modo relativo alle medie del periodo. Ad esempio, nella calda Arabia Saudita dove le massime spesso e volentieri, d’estate, superano i +45°C, basterebbero massime di +40°C per parlare di “fresco” e +35°C per poter scrivere addirittura di “freddo eccezionale”, vicino ai record! Il linguaggio meteo/climatico è sempre relativo alle varie tipicità delle aree geografiche.
Adesso, affinchè sia autunno al 100%, manca il maltempo. Quello vero, quello potente. Quello che, purtroppo, sempre più spesso ha effetti devastanti sul territorio con frane, smottamenti e vari episodi di dissesto idrogeologico.
Maltempo che, però, non si farà attendere più di tanto. Anzi, ormai è vicinissimo, quasi imminente.
Le condizioni del tempo, adesso, vedranno qualche ora di pausa moderatamente stabile prima del primo vero poderoso peggioramento autunnale della stagione. Anche questo in anticipo rispetto alla “routine”.
Nella giornata odierna, mercoledì 1 settembre, giorno in cui inizia l’autunno meteorologico (ma per quello astronomico dovremo attendere ancora 22 lune), il cielo tornerà sereno o poco nuvoloso.
Dopo temperature minime decisamente fresche (tra +20 e +21°C), le massime saliranno fino a +27°C in linea con i freschi valori di ieri.
Il vento sarà debole settentrionale.
Poi, domani, giovedì 2 settembre, le temperature saranno ancora stazionarie, con minime tra +20 e +21°C e massime vicine ai +27°C (si tratta di temperature 2-3 gradi inferiori alle medie del periodo).
Le condizioni del tempo, però, ancora stabili in mattinata, inizieranno a volgere al brutto nel corso del pomeriggio, con l’arrivo di nubi minacciose da sud/ovest che determineranno una progressiva copertura del cielo, che diventerà quasi totale in serata.
Le correnti inizieranno ad essere cicloniche e si disporranno, sin dalla mattinata, dai quadranti meridionali e precisamente da sud/est, quindi scirocco che soffierà tra 15 e 40km/h.
A quel punto, il vero peggioramento sarà imminente. E ci saranno tutti gli ingredienti affinchè possa essere davvero violento: si tratta del primo peggioramento stagionale, dopo due mesi abbastanza secchi e poco piovosi (com’è normale che sia durante la stagione estiva).
L’energia in gioco è davvero elevata, perchè il peggioramento sarà provocato da un ritorno d’aria mite proveniente da sud/ovest dopo il fresco di questi giorni: si determinerà uno scontro tra masse d’aria che provocherà contrasti termici davvero consierevoli.
E il peggioramento, poi, si scatenerà tra venerdì 3 e sabato 4 settembre. E’ ancora difficile capirne i dettagli, perchè non si tratta di un vero e proprio passaggio frontale ma, piuttosto, di un peggioramento dovuto all’instabilità termica dell’atmosfera. Sarà molto difficile fino all’ultimo momento, quindi, localizzare i fenomeni più violenti.
Il maltempo, comunque, colpirà un’area molto vasta dell’Italia centro/meridionale, tra Lazio, Molise, Puglia, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Il grosso dovrebbe scatenarsi proprio nel basso Tirreno, tra Sardegna, Sicilia, Calabria e Campania, per poi colpire sabato in una seconda fase la Puglia e la Basilicata, quando il sistema risalirà verso nord/est.
Ma attenzione: le correnti in quota rimarranno sempre sud/orientali, quindi c’è da attendersi violenti fenomeni di maltempo con nubifragi alimentati dallo stau anche nelle dorsali joniche dei rilievi Calabro/Siculi.
Nello specifico, sull’area dello Stretto ci aspettiamo forti piogge specie nelle zone joniche e meridionali a partire dalla tarda mattinata di venerdì finoa tarda serata anzi, molto probabilmente fino a notte inoltrata.
Sabato, poi, le correnti cambieranno e torneranno nord/occidentali, anche se le condizioni del tempo rimarranno variabili, con alternanza tra schiarite – a tratti anche ampie – e nuovi addensamenti nuvolosi con rovesci sparsi.
L’impressione è che tra il pomeriggio/sera di venerdì 3 e la notte di sabato 4, precipitazioni molto intense possano colpire lo Stretto con pioggia violenta, accumuli pluviometrici abbondanti e violenti episodi temporaleschi (tuoni, fulmini e saette).
Non sono da escludere grandinate e fenomeni vorticosi.
Allerta anche per frane e smottamenti specialmente nelle zone interne già minate dal maltempo dei giorni scorsi: l’Italia tornerà a dover affrontare le emergenze naturali proprio nei prossimi giorni?
Mentre in Abruzzo un nuovo sciame sismico sta facendo tremare L’Aquila e dintorni, con gravi ripercussioni non solo a livello psicologico (paura, panico e terrore nella gente) ma anche nella vita quotidiana (cantieri chiusi, centri storici bloccati), speriamo di non dover avere a che fare con una situazione simile anche nelle zone di Calabria e Sicilia martoriate dal dissesto idrogeologico (in modo particolare le province di Cosenza, Vibo e Messina).






